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È Pandemia anche per le associazioni: Il caso degli Irpini della Capitale

“Vogliamo essere ambasciatori dell’Irpinia. Non solo a Roma, ma ovunque si trovino i nostri conterranei. E nell’ultimo anno, purtroppo, ci è stato semplicemente impossibile”.


Vincenzo Castaldo è il presidente degli Irpini della Capitale, dinamica associazione nata nel dicembre 2019 ma presente come pagina Fb sin dal 2014.



L’idea di fondo è quella di fungere da riferimento concreto per i tantissimi che dalla provincia di Avellino sono partiti in direzione Roma e, più in generale, verso il Lazio. Con un 2020 di quella natura, incontri fisici pressoché nulli, eventi neanche a parlarne. Esattamente. A fronte di un calendario elaborato con il nostro Direttivo e zeppo di idee da trasformare in eventi, ci siamo dovuti limitare alla presentazione ad Avellino del libro di Giovanni Grasso, Consigliere per la Comunicazione del Presidente Mattarella, e a un evento di sensibilizzazione verso il rispetto della natura, che da noi fortunatamente è davvero ‘Madre’. Come vi siete organizzati? Come praticamente ogni azienda, associazione o ente, anche noi Irpini nella Capitale bbiamo ripiegato sulla rete, dando inizio a una serie di webinar con un obiettivo preciso: non solo discutere di un problema – come ad esempio è stato per l’emigrazione -, ma uscire con una proposta di soluzione. Abbiamo voluto dare spazio e voce a sindaci, associazioni che operano sul territorio. Anche per far conoscere quelle realtà che, pur di successo, vengono spesso offuscate da una narrazione impostata tutta al negativo. Una domanda per andare sul concreto. Come si opera da lontano per aiutare la propria terra d’origine? Le radici comuni del nucleo intorno a cui è nata l’associazione, innanzitutto, e poi dei soci, sono uno sprone e un aiuto a lavorare. Il territorio si aiuta prima di tutto non recidendo mai i legami con esso, tornandoci in ogni momento utile, non smettendo mai di interessarsi dei suoi problemi e delle sue necessità. Noi che siamo dovuti andare via dall’Irpinia – ma credo questo valga per chiunque – abbiamo lottato per ricostruirci una vita e un’identità. Molti di noi hanno raggiunto una posizione e una dimensione di tutto rilievo. Quello che facciamo è solo e soltanto cercare di dare alla nostra terra il buono che abbiamo appreso fuori.


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