Antonio Ingroia, Italia Sovrana e Popolare, Torniamo alla Costituzione, 360° sulla giustizia


Alla fine come anche da lei invocato, Draghi si è dimesso. Da poche ore è nata Italia Sovrana e Popolare (“Torniamo alla Costituzione”), un cartello elettorale, nel quale la sua Azione Civile, giocherà un ruolo chiave, ce ne illustra la composizione, gli obiettivi?


Italia sovrana e popolare non è un cartello elettorale è un progetto politico per la creazione, per la costruzione di un nuovo soggetto politico, un nuovo soggetto politico che è un soggetto politico trasversale che non sta guardare il Dna dei suoi appartenenti, come io dico spesso con uno slogan, non importa da dove vieni ciò che importa è dove vuoi arrivare, dove vuole arrivare questo progetto questo soggetto vuole arrivare al ripristino della Costituzione.


Noi riteniamo che la Costituzione italiana che contiene la tavola dei valori dei principi e anche di un disegno di società e di stato che nostri padri costituenti hanno costruito nel modo più equilibrato e positivo possibile esso è stato violato , deturpato negli anni e direi soprattutto negli ultimi anni soprattutto dal governo Draghi ma già dal governo Conte che ha preceduto il governo Draghi, e quindi quello che noi vogliamo realizzare è un Italia diversa che rispetti i principi della costituzione dall'art. 1 sulla sovranità popolare, sulla sovranità nazionale che significa ripristinare un ruolo di un Parlamento che oggi è strumento cieco del potere esecutivo e dei governi innanzi tutto che si sono avvicendati che significa sovranità nazionale rispetto ad un' Italia che è una colonia degli Stati Uniti e di questa Europa delle lobbies finanziarie militariste e belliciste che noi non vogliamo.


Dell'art. 3 che vuole il principio di uguaglianza tra tutti i cittadini e oggi quanto mai dall'articolo 11, dove si dice che l'Italia ripudia la guerra mentre l'Italia oggi è in guerra e in una vera e propria guerra contro la Russia, con una palese violazione della Costituzione senza avere mai consultato gli italiani.


Questa è l'Italia che noi vogliamo. E naturalmente un soggetto politico che oggi nel quadro politico è destinato all'opposizione. Ma che rappresenta quella che io ritengo la maggioranza degli italiani soltanto che siamo oscurati non siamo conosciuti dalla stragrande maggioranza degli italiani per una palese evidente censura contro di noi e l’accelerazione della crisi e con lo scioglimento delle camere, ovviamente ci penalizza ancora di più.


Lei non è alla prima esperienza , ma la politica, per lei ex brillante magistrato, nella sua terra di Sicilia, è più una passione o un ineluttabile dovere civico?


Io credo che il mio impegno in politica, si è anche una passione , ma è soprattutto un dovere; io ho fatto il magistrato anche nello stesso spirito, con uno spirito di dovere per il ripristino della legalità ed a un certo punto quando la politica si è scagliata contro il mio lavoro di magistrato ho capito che non potevo avere la libertà di svolgere il mio ruolo contro i poteri forti , contro la politica corrotta e collusa con la mafia e ho sentito il dovere di cambiare la politica perché la politica è più forte della magistratura.


E allora bisogna cambiare la politica per restituire anche autonomia e indipendenza ai magistrati liberi e non ai magistrati corrotti e collusi, perché la corruzione e la collusione , c'è nella politica come c'è nella magistratura, bisogna ripristinare una libertà una autonomia un indipendenza dai poteri forti, e tra i poteri forti c'è anche la mafia e per fare questo dalla posizione di magistrato non si poteva realizzare si può realizzare solo utilizzando lo strumento della politica e quindi ho sempre ritenuto al 2013 a oggi che bisogna partecipare all'azione politica per poter ripristinare condizioni di legalità e di giustizia del paese.


Non posso non farle, a 30 anni da Capaci e Via D’Amelio, una domanda su Falcone e Borsellino, dei quali lei è stato allievo. La fratellanza tra i due, è nota, le chiedo , per i nostri lettori, di farci una istantanea, sugli aspetti sostanzialmente più divergenti, uno caratterialmente, l’altro nel loro modus operandi.


Beh Falcone e Borsellino sono stati nell'immagine ufficiale i due fratelli gemelli che rappresentano la legalità la giustizia l'antimafia la lotta alla corruzione eccetera. In realtà erano due facce della stessa medaglia anche per i caratteri diversi di ciascuno dei due. Io ho avuto la fortuna di essere allievo di entrambi , di Falcone proprio ai principi della mia carriera nel mio periodo di apprendistato e poi di Borsellino quando ho iniziato proprio la mia funzione di pubblico ministero, ho cercato di fare tesoro della loro lezione, del patrimonio che ci hanno lasciato; ci sono tante cose fra queste cose io credo che le più importanti siano due virtù: intransigenza etico- morale , il rigore professionale, la professionalità. L'intransigenza significa che nè Falcone nè Borsellino potevano neanche ipotizzare che con la mafia, con il potere criminali lo stato dovesse trattare, noi , loro , erano uomini dello Stato in modo come dire, integrale , intransigenti per applicare il principio della legalità costituzionale a tutti i costi e perciò hanno sacrificato la loro vita, ed il secondo tema è quello del rigore professionale, perché devo dire lo vedo soprattutto oggi , già c’era ai tempi di Falcone e Borsellino una propensione al carrierismo , all'opportunismo, alla omologazione al pensiero corrente e dominante, mentre Falcone e Borsellino erano sempre controcorrente e per essere controcorrente ne hanno pagato il prezzo in termini di carriera, perché Falcone è stato bocciato piu' volte dalla magistratura proprio dal CSM che non gli ha dato i ruoli che Falcone meritava, ma anche Paolo Borsellino, vessato dall'antipatia, dall'odio perfino (che lo hanno portato all'isolamento ), che tanti capi di uffici giudiziari, gli hanno riservato.


Ebbene la magistratura di oggi la vedo un po' più piegata , un po' più conformista un po' più opportunista, perché la politica ha decapitato i magistrati controcorrente che ha ucciso negli anni ‘90. i magistrati controcorrente li ha espulsi dalla corporazione negli anni successivi

Indichi, se eletto in parlamento, come le auguro, una delle prime proposte di legge alle quali lavorerà.


Io spero di poter avere la maggioranza per fare L'unica riforma della Giustizia di cui gli italiani hanno necessità, che è quella sui tempi della Giustizia, noi abbiamo una Giustizia intollerabilmente lenta e questa lentezza è già un'ingiustizia; è un'ingiustizia per tutti i cittadini che hanno subito reati che hanno diritto ad avere una risposta ad avere giustizia, ma anche per i cittadini imputati che sono presunti innocenti fino alla sentenza definitiva e quindi hanno diritto a una sentenza definitiva In tempi rapidi prima che sia troppo tardi. Prima che vengano assolti dopo un decennio di crocifissione mediatica come a volte troppo spesso è avvenuto. Quindi siccome l'ultima riforma della giustizia del Parlamento ha prodotto una delle peggiori controriforme approvate dal nostro Parlamento che si chiama legge Cartabia, io mi batterò perché questa legge venga integralmente abrogata, e lo farò in Parlamento e fuori il Parlamento, perché se il Parlamento non l'abrogherà chiederemo agli italiani di approvare un referendum abrogativo della legge Cartabia , che fra le sue norme ne ha una assurda che discrimina tra magistrati e sulle cosidette “porte girevoli” , impedendo ad esempio magistrato Nino Di Matteo a candidarsi alle prossime elezioni e dico sinceramente che se non ci fosse stata questa legge, io avrei proposto DI Matteo a candidarsi per portare avanti il tema, per il quale si sta battendo da anni, quello di continuare ad indagare sulla “trattativa” stato - mafia , della vergogna degli accordi tra poteri legali e poteri criminali.


Ma questa legge Cartabia, fatta probabilmente ad hoc contro la persona, e contro di Matteo è passata. E’ una legge che è assurda perché impedisce di candidarsi al parlamento ai membri uscenti dal CSM, mentre non lo impedisce ai Procuratori della Repubblica ;

il che è assurdo, anche qualsiasi Pubblico Ministero, potrebbe prepararsi la propria discesa in campo, ed incriminare quel potenziale avversario politico, mentre un membro del CSM non può farlo, mentre questa legge dice che I magistrati in servizio possono candidarsi, mentre i membri del CSM non possono candidarsi . Io vorrei chiedere al ministro Cartabia, sul perché è stata fatta questa legge. e mi impegnerò come parlamentare . se dovessi essere eletto , perché questa legge palesemente incostituzionale e possa essere abrogata.


La magistratura in Italia, per lei che l’ha vissuta dall’interno, è davvero esente dalle accuse di ingerenza politica, necessità anch’essa di una profonda revisione?

E sì, certamente, necessita di una profonda revisione; il modo in cui viene costruita la carriera dei magistrati, perché oggi la carriera dei magistrati dipende dalla politica. I magistrati vanno più avanti se sono abbastanza conformisti rispetto al potere politico del momento, io credo che questo vada assolutamente evitato e bisogna recidere questo legame ombelicale fra i capi degli uffici giudiziari ed il condizionamento della politica sulle loro carriere.


C'è un modo per farlo? Sì, c'è un modo per farlo , e non è certamente la riforma del CSM della legge Cartabia, non lo era neanche ciò che era previsto nel referendum di abrogazione che avevano proposto la Lega e i Radicali; per un intervento sulla legislazione del CSM occorre una riforma radicale una riforma che introduca il principio del sorteggio per i componenti del CSM, per i componenti togati.

Io non sono mai stato favorevole a questa proposta che viene da anni passati , quando ero magistrato speravo in un autoriforma della magistratura, questa autoriforma non ci è stata e non ci sarà a breve. Però non resta altra scelta. Sì ad un intervento radicale, quello che avevano proposto proprio il Movimento 5 Stelle, che paradossalmente una volta diventato partito, una volta entrato stanza dei bottoni ed occupando le poltrone, ha rinnegato il proprio passato , i propri principi, le proprie proposte, la riforma, ed ha tradito il proprio elettorato facendo tutt'altro dimenticando, diciamo meglio abbandonando, certi progetti che erano davvero rivoluzionari come quello appunto della designazione dei membri del CSM attraverso un sorteggio; perché dico questo. perché se i membri del CSM continueranno ad essere eletti dalla magistratura, saranno le correnti della magistratura a condizionare la politica e continuerano a condizionare gli eletti del CSM; gli eletti dentro il CSM sono quelli che condizionano le carriere dei magistrati e per condizionare le carriere dei magistrati hanno bisogno di eletti delle Correnti giudiziarie per fare accordi con gli eletti dal Parlamento, si tratta di eletti di origine politica, con continuità politica che determinano la continuità con la politica anche dei designati capi degli uffici giudiziari , ciò comporta che si determina un circuito. nel quale si crea una sostanziale impunità delle classi dirigenti di politici e magistrati a braccetto, c'è un modo per interrompere tutto questo s? C'è un modo:

L'unico modo è interromperlo con un sorteggio mandando al CSM, magistrati che non sono designati alle correnti. Cioè che non sono poi oggetto di possibili ricatti. Liberiamoli dai ricatti: i magistrati mediamente sono tutte persone per bene , purché non siano ricattabili , il modo per eliminare il ricatto del magistrato che va al consiglio sulla magistratura è eliminare il ricatto delle correnti politicizzate e per questa strada si potrebbero fare dei passi come una Liberazione di Democrazia; io questo credo e per questo mi batterò se dovessi essere eletto dentro il Parlamento come ex magistrato , ora avvocato oltre che politico presidente di Azione Civile che ha costruito questo progetto politico assieme ad altre forze politiche di opposizione e antisistema , come Ancora Italia, Ricostruire Italia e Partito Comunista.





di Stefano Alessandrini







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