Antonio Saccone: "Con l'aggressione di Putin siamo all'anno zero, ma esemplare la reazione europea"



Mentre in Bielorussia sono in corso trattative in cui nessuno putroppo crede molto, abbiamo intervistato il senatore Antonio Saccone dell'UDC (gruppo parlamentare Forza Italia) sul suo parere sulla guerra tra Russia e Ucraina e il ruolo dell'Unione Europea.

Come commenta l'attuale situazione in Ucraina e le possibilità di negoziati?

Putroppo dal momento dell'aggressione da parte di Putin dell'Ucraina tutte le opzioni di dialogo si sono chiuse, abbiamo dovuto chiudere le finestre aperte ed entrare necessariamente in una fase nuova. Io ho apprezzato quindi molto la fermezza e l'unità dell'Unione Europea: francamente non me la aspettavo questa voce unanime di sostegno all'Ucraina. Pertanto adesso è il momento di dimostrare a Putin che non è tollerabile e tollerata un'aggressione a un paese sovrano, adottando tutte le misure di natura economica e finanziaria. Addirittura l'Europa è andata oltre, anche con un sostegno militare. Quindi da un lato fermezza e determinazione, dall'altro tenere uno spiraglio di dialogo, di favorire i negoziati tra i due paesi contendenti, l'aggredito e l'aggressore. In negoziati però hanno una valenza quando c'è la determinazione a difendere un paese aggredito, altrimenti si rischiano annessione e resa incondizionata.

Lei cosa ne pensa della proposta di annettere con la procedura veloce l'Ucraina all'Unione Europea? La vede come una strada percorribile o che può alzare la tensione?

In pochi avevano previsto l'aggressione da parte di Putin. Lui sta alzando il livello, parlando addirittura di difesa nucleare, ed è un segno di debolezza politica interna, su questo non c'è dubbio. Riguardo a far entrare in questo momento l'Ucraina in UE bisogna vedere come vanno i negoziati, perché in questo momento è in corso una guerra. Ma certamente il suo ingresso può essere preso in considerazione dalla UE. Il punto ha senso sia all'ordine del giorno, ma va valutata la tempistica a seconda degli sviluppi... per ora l'Europa sta reagendo in un modo esemplare e mi rimetto alle loro valutazioni.

Secondo alcune forze politiche l'intervento Nato dovrebbe essere militare, o dovremmo comunque fornire armi, secondo altre questo rischierebbe di portare alla terza guerra mondiale nucleare velocemente, anche lo stesso Salvini si è mostrato scettico, lei che ne pensa?

Putroppo siamo in una fase nuova, un anno zero. Dal momento in cui Putin ha deciso di aggredire militarmente l'Ucraina, bombardando persino ospedali, asili nido, mettendo in fuga milioni di ucraini non è più il tempo di tentennare. Pertanto io ritengo che quello che sta facendo l'UE sia molto sensato, sostenere come previsto dalla carta delle Nazioni Unite il diritto alla difesa di un paese aggredito è legittimo. Anche Matteo Salvini stesso ha rimodulato dicendo semplicemente che si affida alle valutazioni di Draghi.

Lei cosa risponde alla versione del Cremlino secondo cui l'aggressione è stata resa necessaria da anni di persecuzioni dei russofili nel Donbass e dall'espansionismo Nato che ha fatto sentire Putin accerchiato e a rischio, o all'articolo della Spinelli sul Fatto Quotidiano molto gradito all'ambasciata russa?

Questa dialettica poteva essere comprensibile e giustificata prima dell'aggressione. Con l'aggressione, ribadisco, è cambiata fase e siamo all'anno zero, si è raggiunto un punto di non ritorno. Questo Putin lo deve sapere e lo sapeva. Finché si era in fase dialettica e di negoziati si poteva anche discutere della opportunità o meno della Nato, perché è tutto opinabile. Ma dal momento che si abbandonano dialettica e negoziati e si iniziano a bombardare civili, invadendo le città, ammazzando bambini, distruggendo infrastrutture, a questo punto non c'è possibilità di ragionare. Hai usato la forza e la carta delle Nazioni Unite spiega molto bene come si reagisce all'uso della forza in modo unilaterale.

Di Umberto Baccolo

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