Bobo Craxi: "green pass e limiti alle manifestazioni forme di tutela, al Quirinale vorrei Amato"


Oggi Spraynews ha contattato Bobo Craxi, esponente del Partito Socialista Italiano, già deputato con la Casa delle Libertà dal 2001 al 2006 e poi Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri nel secondo Governo Prodi, nonché figlio di Bettino, per chiedergli di commentare le maggiori tematiche politiche di questi giorni.


Grazie per il suo tempo, inizierei col chiederle: cosa ne pensa del Green Pass?


Il Green Pass non è nulla di così tragico, è una forma di tutela, necessaria siccome hanno deciso di non rendere obbligatoria la vaccinazione, cosa che avrei invece auspicato.

Quando ero bambino ad esempio c'era il passaporto sanitario, io ce l'avevo. Molti italiani però sono purtroppo contrari a questa forma di passaporto sanitario, quindi andrebbe ancora fatta una larga campagna di persuasione, senza però criminalizzare chi ha un atteggiamento di neutralità o di ostilità.


E invece sulle limitazioni alle manifestazioni?


Riguardo invece alle manifestazioni, sono stati negati i centri delle città, non le manifestazioni.

Lo trovo giusto perché, siccome le manifestazioni avvengono il sabato, che è il giorno in cui i commercianti hanno gli introiti maggiori, questo è per tutelare la produzione, il commercio ed il lavoro di milioni di italiani, soprattutto visto che a volte ci sono esiti violenti come nel caso dell'assalto alla CGIL.

Non è un divieto alla manifestazione in sé.


A proposito di CGIL, lei sarebbe favorevole o contrario ad uno scioglimento di Forza Nuova?


Per quanto il proibizionismo non fa che aumentare le cose che si vogliono proibire deve però essere dato un segnale molto chiaro all'associazionismo dell'estrema destra, che ha delle evidenti connessioni internazionali anche con movimenti neonazisti.

Non è possibile essere partigiani di tutto, esaltare tutto ciò che c'è stato di negativo nel mondo. Siccome nazismo, fascismo ed anche comunismo hanno prodotto milioni di morti, a me non sembra così peregrino che lo stato democratico si tuteli ed in qualche modo sostenga la necessità di non promuovere politiche ed ideologie antidemocratiche.

Io non sono contrario alla manifestazione del pensiero, che è una cosa diversa, ma alla sua organizzazione: io sono contrario a favorire la rinascita del nazismo o del fascismo.


Lei crede che questi recenti movimenti di piazza no vax e no pass siano guidati o pesantemente influenzati dall'estrema destra o che siano movimenti spontanei, senza precisa identità politica, che sono stati magari a volte infiltrati?


E' evidente che il movimento sia reale, sociale: sono lavoratori e commercianti in carne ed ossa, come nel movimento No TAV. E' chiaro che il movimento sia nato in una sua forma spontanea e giustificata.

Ma si sa che in ogni movimento arriva qualcuno che lo vuole cavalcare. Anche i partiti parlamentari hanno cercato di cavalcare questi movimenti: i 5 Stelle erano no vax e no TAV, la Lega e Fratelli d'Italia sono stati no green pass. A maggior ragione quando i movimenti di massa e di piazza sono senza identità politica, qualcuno tenta di appioppargliela.

Quindi per sintesi adesso si dice che i movimenti no vax in tutto il mondo sono capitalizzati e strumentalizzati dalla destra, con esiti elettorali per altro disastrosi, perché la destra ha perso nelle più grandi città italiane anche grazie al suo sciagurato sostegno ai movimenti no vax e no green pass.


Le chiedo su un tema caro ai Radicali come me... tra poco l'ergastolo ostativo sarà inapplicabile perché secondo la Corte Costituzionale in contrasto con l'art. 27, cosa che ha spinto Giorgia Meloni a proporre di intervenire sulla Costituzione per salvaguardarlo, lei cosa ne pensa?


L'art. 27 recita molto chiaramente che la pena deve tendere alla rieducazione del condannato. Esistono strumenti a disposizione dello stato che possono definire se un condannato anche per reati molto gravi sia ritenuto riabilitato da parte della società civile: è questo che differenzia uno Stato di Diritto da una società pre-Beccaria.

Io non penso che saranno numerosi gli ergastolani in libera uscita... piuttosto ci sono molti condannati ancora a piede libero per reati gravissimi, come uno degli assassini del Circeo, legato alla destra della Meloni per altro.

Su questo vorrei evitare che lo Stato avesse un arbitrio, perché i Padri Costituenti avevano ben chiaro che fondando il nuovo Stato di Diritto non sulla pena di morte ma sulla pena carceraria, questa sarebbe servita, e lo hanno scritto, per recuperare, riabilitare, riconsiderare, ed infine anche per perdonare, perché il Ministero non è un caso se si chiama di Grazia e di Giustizia, considerando la grazia una delle ipotesi possibili di riabilitazione di un reo. Io a questo mi atterrei.


Di recente si parla molto di Quirinale: chi vuole Draghi, che si sta mostrando un grande leader europeo, chi Berlusconi, chi Casini... Secondo lei quale sarebbe l'opzione più auspicabile e come le piacerebbe vedere evolversi il ruolo di Draghi in Italia ed Europa?


Mi piacerebbe molto che Mario Draghi portasse a termine il suo lavoro al Governo e che poi proiettasse la sua figura in una prospettiva di una posizione apicale in Europa, dove tra l'altro già fece bene il Presidente della BCE.

Al Quirinale io, non per deformazione professionale ma per logica politica, io vedo una figura che abbia una caratura nazionale ed internazionale già definita, come un ex Presidente del Consiglio o un ex Presidente della Camera, che andrebbero benissimo per guidare una fase che si preannuncia molto difficile.

Vedo che si fa anche il nome di Giuliano Amato: e di questo sono particolarmente lieto.


Per lei anche Berlusconi potrebbe essere preso in considerazione, o lo troverebbe sconveniente per i suoi trascorsi penali?


Io ho detto quale è il profilo: anche Berlusconi corrisponde.

Serve un politico, uomo o donna, che abbia ricoperto un ruolo istituzionale rilevante come Presidente del Consiglio o della Camera: proprio perché la fase che stiamo per affrontare non è una fase qualsiasi, per quanto le novità siano in generale auspicabili, non mi lascerei trascinare in questo caso in un altro segno eccessivamente di novità.

Sono più per l'usato sicuro.


Qualche sera fa ho visto il film di Gianni Amelio su suo padre: a lei è piaciuto?


Posso dire che era un romanzo, un film romanzato che narrava la storia di un'avventura reale, ma che mi fa sempre piacere che si parli della figura di mio padre.

Qualsiasi occasione è buona per farlo: quindi anche il film e che se ne parli mi rende felice.


Di Umberto Baccolo.

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