Buona Destra Piemonte e Toscana: attenzione all'emergenza carceraria


Il Coordinamento regionale di Buona Destra di Piemonte e di Toscana hanno inviato in esclusiva assoluta a SprayNews questo comunicato, che pubblichiamo con piacere, data l'importanza per noi del tema:


Il 13 Gennaio 2022 sulla Stampa di Torino è uscito un articolo nel quale tra le altre cose il direttore del DAP Petralia indica le carceri di Torino e Firenze come “osservate speciali e particolarissime”, stante la gravità della situazione in cui versano gli istituti di pena presenti nelle due città.

La Buona Destra, con i suoi gruppi regionali, già da diverso tempo segue la situazione in essere nei due penitenziari cittadini, attraverso comunicati ed azioni concrete affinché non cali l’attenzione Istituzionale e possano essere messe in atto misure a tutela di chi in carcere vive o lavora.

Buona Destra Toscana e Buona Destra Piemonte già da qualche tempo sollecitano interventi a tutela della popolazione carceraria e più in generale di una riforma di sistema dell’esecuzione penale che vada incontro alle esigenze di chi in carcere o sconta la propria pena o ci lavora. Soprattutto in tempo di pandemia dove tale popolazione si è trovata particolarmente esposta e sostanzialmente poco tutelata

Non stupisce – afferma l’Avv. Bombaci, Coordinatore regionale di Buona Destra Toscana – la rilevazione del Dott. Petralia circa Sollicciano in Firenze, se si tiene presente la situazione dell’istituto penitenziario . Questo presenta gravi carenze dal punto di vista edilizio e strutturale. Infiltrazioni, cedimenti e sprofondamenti delle fondamenta, umidità, crepe e intonaco cadente rendono la struttura del tutto fatiscente. Gli spazi sono stretti e angusti, soprattutto le camere di pernottamento femminile, dove le celle da “doppie” sono diventate “triple” con gravi carenze di spazio di viviblità.

Su una popolazione carceraria di 589 detenuti (con una capienza massima di 491 detenuti), gli stranieri sono ben 395 e non ci sono mediatori culturali sufficienti e spesso solo su base volontaria e solo per le aree del Maghreb.

Con riferimento alla funzione rieducativa della pena - continua Bombaci – è allibente la carenza e la palese insufficienza di spazi e attività culturali ricreative e sportive. Situazione ovviamente aggravata in questi ultimi due anni a causa della pandemia a causa del quale, ricordiamolo al momento sono sospesi i colloqui visivi con i detenuti.

La situazione di Sollicciano, cui si associa anche e più in generale quella delle carceri toscane – conclude Bombaci - necessita un interessamento immediato da parte delle istituzioni e, dal momento che il Ministro Cartabia dichiara che intende dare priorità al piano carceri, si auspicano interventi coerenti con le dichiarazioni, magari anche prima della visita che lo stesso ministro effettuerà al carcere fiorentino.

Per questo riteniamo importante ogni iniziativa atta ad accendere la luce su una questione colpevolmente trascurata da media e Politica e – aggiunge Bombaci – a titolo personale aderirò allo sciopero della fame promosso da Rita Bernardini.

Criticità, quelle evidenziate da Buona Destra che, appunto, non si esauriscono solo in Toscana ma si estendono un po’ a tutto il territorio nazionale e, in particolar modo – recentemente – al Piemonte e a Torino in particolare.

“Da molti mesi la Buona Destra del Piemonte segue da vicino la situazione di grave difficoltà in cui versa il carcere Cutugno Lorusso di Torino e più volte ne abbiamo denunciato le problematicità” afferma Claudio Desirò, Coordinatore Regionale della Buona Destra Piemontese “Una struttura con gravi carenze strutturali e sanitarie, acuite dall’ondata pandemica che si sta diffondendo rapidamente tra detenuti ed agenti di polizia penitenziaria”.

“Il nostro carcere che già soffriva di problemi di sovraffollamento, con 1400 detenuti a fronte di una capienza di 1040 posti”, continua Desirò, “versa oggi in pessime condizioni e, proprio nella giornata di ieri, si sono aggiunte le dimissioni della Direttrice pro tempore Dott.ssa Marino ad acuirne le problematicità. In questa situazione è con la difficoltà di trovare sostituti, visto che chi vince i concorsi rinuncia alla carica proprio a causa delle gravi difficoltà della struttura, la nostra preoccupazione aumenta”.

“L’attenzione delle Istituzioni circa le condizioni di vita di chi sconta una pena detentiva e verso le condizioni in cui si trovano ad operare coloro che in carcere lavorano, sembra spesso carente” afferma Desirò, “per questo, a sostegno dell’iniziativa di Rita Bernardini, impegnata attualmente in uno sciopero della fame ad oltranza, alcuni compimenti della Buona Destra locale, insieme al gruppo politico Progresso Torino di cui faccio parte, hanno deciso di aderire al digiuno a staffetta promosso dall’Associazione Marco Pannella di Torino, in segno di solidarietà”.

“Ringrazio l’amico Kishore” conclude Desirò, “che dalla Toscana si è unito a noi in questa iniziativa sociale, portando la propria solidarietà di uomo, professionista e politico da sempre attento ad una tematica sociale a cui non si assegna mai la giusta importanza”.

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