Cancellare autonomia differenziata, Pedicini: «L’unico modo per colmare il gap tra Nord e Sud»



Cancellare l’autonomia differenziata. E’ la proposta di legge presentata in mattinata presso la Corte di Cassazione dall’europarlamentare Piernicola Pedicini e da alcuni attivisti del Movimento 24 Agosto – Equità Territoriale.


Pedicini, perché tale iniziativa?


«Chiediamo la cancellazione dell’autonomia differenziata dalla Carta costituzionale e quindi la sterilizzazione a priori di ogni tentativo di attuarla. Con l’autonomia, infatti, il trasferimento delle risorse alle Regioni avverrebbe secondo il criterio geografico e in proporzione alla ricchezza, secondo il criterio più hai, più ti viene dato. In questo modo, invece, avverrebbe il contrario».


Adottare il regionalismo cosa comporterebbe in particolare per le Regioni del Sud Italia, che poi sono quelle più povere?


«Significherebbe autorizzare l’ennesimo scippo di risorse al Mezzogiorno che per anni ha contribuito all’arricchimento delle regioni del Nord. Per intenderci, Bonaccini, Zaia e Fontana vorrebbero venisse applicato tenendo fuori l’approvazione dei Lep, livelli essenziali delle prestazioni, cosicché potrebbero prendersi il malloppo dei soldi di tutti gli italiani soltanto perché continuerebbe a restare in piedi il criterio della spesa storica. Non possiamo più consentire che ciò avvenga».


In tal senso, quanto sarebbe stato penalizzato il Mezzogiorno?


«Dal 2000 al 2017 lo Stato italiano ha sottratto al Sud 840 miliardi di euro, in media 46,7 miliardi all’anno, per destinarli al Settentrione».


Adesso si discute della grande opportunità del Pnrr. Può essere il momento per colmare il gap territoriale?


«Al Sud spettava circa il settanta per cento di quelle risorse, ma nei fatti arriveremo forse al dieci per cento».


Come dovrebbe comportarsi, quindi, la politica?


«L’autonomia differenziata non è un male solo per il Mezzogiorno ma anche per il Nord che senza il rilancio dell’intero Paese finirà col perdere ricchezza e quindi competitività. La politica deve smettere di programmare sulla base di pregiudizi utili solo al consenso. Il governo effettui, pertanto, analisi e conti se vuole davvero garantire davvero il rilancio economico e lo sviluppo dell’intero paese».


Di Edoardo Sirignano

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