Cicchitto a 'Il Tempo': La faccia di bronzo delle Regioni e il fallimento del piano vaccinale

I governatori avrebbero dovuto immunizzare prima gli over 65. Ma non l'hanno fatto.


“Alcuni (non tutti) presidenti di Regione, sia di centrodestra che di centrosinistra, hanno una faccia di bronzo a prova di martello. Adesso questi governatori si risentono per i giusti rilievi fatti dal presidente Draghi per il modo con cui sono state fatte le vaccinazioni. Purtroppo le cifre sono eloquenti per tutti, in primo luogo c'è una cifra che non va dimenticata perché essa testimonia il fallimento del governo Conte, ma anche di qualche Regione, questa cifra è costituita dai più di 100.000 morti avvenuti nel nostro Paese. Di questo 100.000 morti 30.000 sono avvenuti in Lombardia, il che testimonia un altro fallimento. Le cifre dicono anche che la mortalità è molto più elevata per le persone anziane dai 90 ai 65 anni, logica avrebbe voluto che in tutte le Regioni si concentrassero i vaccini in questa direzione. Le cose non sono andate così e parlano le cifre. A ciclo completo (2 dosi) Bolzano ha vaccinaro gli over 80 al 41,2 %, Trento al 37, la Basilicata al 35,8, il Lazio al 27,7, l'Emilia-Romagna al 27,6, la Campania al 26,1. La media italiana è del 19,1. Sotto la media la Lombardia è al 15,3, la Puglia al 14,4, la Calabria al 12,38, la Toscana al 6,1, la Sardegna al 5,6 (elaborazione Gimbe su dati ministero della Salute). Le cose non si fermano qui. Specie in alcune Regioni (prima fra tutte la Calabria, a ruota la Campania) hanno valso altri criteri fondati appunto sulla forza politica di alcune categorie, in primo luogo i magistrati, a ruoti trainati da essi gli avvocati, quindi i giornalisti (il caso Scanzi ad Arezzo è in questo contesto), poi i professori universitari, quindi a seguire giovani e giovanissimi che lavorano all'università e il personale amministrativo nella sanità che non è affatto in prima linea. Ieri il direttore Bechis ha messo in evidenza che circa un milione di italiani su due milioni e settecentomila pienamente vaccinati al di sotto dei 59 anni sono stati premiati a capocchia, per una serie infinita di favoritismi a favore di categorie o di tipo personale. Tutto ciò e molte altre cose mettono in evidenza che la sanità è una cosa troppo seria, anzi drammatica per essere lasciata ai presidenti di Regione, alcuni dei quali sono persone molto serie e capaci, altri degli autentici cacicchi. Ci deve essere una gestione centralizzata. Le cose però non si fermano nemmeno qui. La Confindustria ha fornito dei dati molto eloquenti sull'obsolescenza di larga parte dei macchinari ospedalieri. Ebbene, i 37 miliardi del Mes sarebbero dovuti servire proprio a questo: a rinnovare i nostri ospedali oltre che a formare e ad assumere medici e infermieri. Parliamoci chiaro, il Mes è stato accantonato perché sono frontalmente contrari ad esso sia il Movimento 5 stelle che la Lega. Ciò non togli che la loro opposizione è dissennata e masochista. Poi siccome non ci facciamo mancare nulla all'ottusità segue a ruota l'impreparazione: cosi come non avevamo a suo tempo un piano antipandemico così adesso non c' nemmeno un piano ospedaliero: dietro questa giustificazione si è trincerato Draghi. Ma si tratta di una giustificazione penosa e pietosa. Detto tutto ciò, però, vediamo di non ricadere negli stessi errori. Fino a quando il piano vaccinazione, riveduto e corretto, non andrà molto avanti sostenere genericamente la riapertura immediata ad aprile, subito dopo Pasqua, come sta facendo Salvini è un pericolo[1]so esercizio di demagogia: «Apriamo tutto, subito do[1]Po Pasqua la resurrezione». Ma cosa apri con 20.000 contagiati e circa 400 morti al giorno e con le vaccinazioni che vanno ancora a rilento e nel modo indiscriminato che abbiamo visto? È un'osservazione che rivolgiamo anche alla Regione Lazio, dove la vaccinazione sta andando bene, senza casi di favoritismi, a parte l'episodio increscioso dei 7 magistrati della Direzione Antimafia (ma di de) non ha responsabilità la Regione). Allora che senso ha riaprire la scuola il 30? L'esperienza dell'altro anno ci insegna che le fughe in avanti provocano solo danni, conviene attendere qualche tempo, portare avanti le vaccinazioni e solo dopo riaprire per[1]ché non c'è riapertura con centinaia di morti e migliaia di contagiati.”

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