Cicchitto: Le confessioni a Sallusti su come la magistratura ha condizionato la vita del Paese

Fabrizio Cicchitto al quotidiano il Tempo: Le scomode verità di Palamara I giudici contano più dei governi




“Caro direttore, alcuni anni fa ho scritto un libro dal titolo «L'uso politico della giustizia». Il libro era concentrato su due vicende politico-giudiziarie. In primis quella andata sotto il nome di Tangentopoli-Mani Pulite. Tangentopoli era un sistema articolato di finanziamento irregolare dei partiti che coinvolgeva tutte le forze politiche (con l'eccezione dell'Msi) e tutti i grandi gruppi finanziari ed editoriali, pubblici e privati. Il nucleo originario di Mani Pulite fu costituito dal pool dei Pm di Milano e dal pool mediatico composto dai quattro direttori dei principali quotidiani (Corriere della Sera, Repubblica, Unità, Stampa) che si consultava ogni sera alle 19, dal Tg3 di Sandro Curzi, da Samarcanda di Santoro, dalle reti Mediaset. Mani Pulite fu caratterizzata da due pesi e due misure: malgrado il finanziamento irregolare riguardasse tutti furono invece colpiti i segretari e i gruppi dirigenti della Dc, del Psi (in primo luogo Craxi), dei partiti laici e furono salvati i gruppi dirigenti nazionali del Pci-Pds e della sinistra Dc. Il caso più clamoroso riguardò la tangente Enimont dove fu provato che Gardini portò una valigetta con un miliardo in via delle Botteghe Oscure avendo un appuntamento con i massimi dirigenti del Pds; poi Gardini si è suicidato, Sama e Cusani che avevano collaborato con lui furono condannati come corruttori, ma i corrotti non sono mai stati identificati. Fino al 1993 Berlusconi non fu sfiorato neanche da un avviso di garanzia da parte del pool di Milano. Appena, però, all'inizio del 1994 egli annunciò la sua discesa in politica contro di lui si scatenò l'inferno: una miriade di avvisi di garanzia contro di lui e i dirigenti Mediaset, una settantina di processi, perquisizioni, rogatorie: alla fine Berlusconi nel 2013 è stato eliminato dal Senato con una sentenza retroattiva e con un cambio nei metodi di votazione. Non parliamo poi del fatto che alcuni dei magistrati più impegnati nella vicenda stati eletti nelle liste del Pds. Ebbene su tutto ciò, a parte il mio libro, c'è una bibliografia enorme. Adesso, però, siamo a una svolta perché con il libro di Sallusti e Palamara la connection fra procure, correnti del Csm, correnti giudiziarie, correnti dei partiti, presidenza della Repubblica viene messa allo scoperto da una personalità che ha svolto in materia un molo fondamentale. Palamara, attraverso la penna di Sallusti, descrive l'esistenza di un autentico «sistema» così duro e articolato che ad esso nessuno sfugge, né il singolo magistrato, tanto meno l'uomo politico, ma neanche un partito nel suo complesso. Il sistema è ferreo: una coalizione di correnti nella magistratura decide la carriera dei singoli magistrati indipendentemente dal merito e dai titoli. Alcune procure (Milano, Roma, Firenze, Palermo), tutte connesse a cronisti giudiziari e a reti televisive, influiscono sulla politica e anche sull'economia più di un segretario di un partito. In questo quadro Magistratum Democratica, avendo la sponda della presidenza della Repubblica, ha svolto un molo dominante. Palamara è stato per anni uno dei pezzi di questo sistema avendo la leadership della corrente di centro Unicost. Ad un certo punto però Palamara ha avuto la cattiva idea di rovesciare le alleanze stabilendo un rapporto preferenziale con Magistratura Indipendente guidata da Cosimo Ferri ed emarginando Md. A quel punto contro di lui è stata tirata la bomba atomica: stato messo un trojan nel suo telefonino: con il trojan l'intercettazione diventa totale, però oltre colpire al cuore Palamara tutto il sistema è stato involontariamente messo allo scoperto. La risposta del sistema è stata quella di isolarlo e di espellerlo dalla magistratura con l'obiettivo di silenziarlo, senonché Palamara non è stato al gioco e con l'aiuto di un grande giornalista qual è Alessandro Sallusti ha screw questo libro esplosivo. Adesso come è avvenuto in altri casi (vedi il bellissimo libro La toga rossa di Bonini e Misiani) si cercherà di stendere una cortina di silenzio intorno a questo libro. Esso però mette in evidenza che in Italia non c'è un'autentica democrazia, ma una sostanziale dittatura fondata sulla manipolazione della giustizia attraverso gli avvisi di garanzia, le sentenze e i media. Un'osservazione conclusiva. Attenzione: il sistema descritto da Sallusti e Palamara aveva espulso Falcone e ha prima emarginato e poi addirittura sottoposto a depistaggio il processo riguardante la strage di via D'Amelio. Falcone era stato emarginato proprio da Magistratura Democratica e dal Pci-Pds (vedi ciò che disse Elena Paciotti al Csm e l'articolo sull'Unità di Pizzorusso del Csm). Se è rimasto in campo ciò si è dovuto alla scelta fatta a suo tempo da Claudio Martelli.Dopo la morte di Falcone e di Borsellino mentre si è data un'enorme estensione alla tematica riguardante l'inesistente trattativa Stato-mafia invece il decisivo processo.”

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