Condono: esperto, poco efficace per platea di chi è in crisi



"Più che misura sociale oggi quantomai necessaria e tantomeno condono, che presupporrebbe sostanziali benefici ai cittadini contribuenti, così com'è strutturata la misura sembra 'sistemare', più agevolmente di come altrimenti si sarebbe dovuto fare, una situazione di fatto: l'inesigibilità sostanziale di molte posizioni, facendola passare come favore ai piccoli contribuenti" E' quanto afferma Nunzio Bevilacqua giurista di impresa.

"In primis - spiega - il non arrivare all'anno di imposta 2015, fermandosi al lontano 2010, fa percepire l'intenzione di voler abbondantemente recuperare, ciò che ancora lo sia, anche dai piccoli contribuenti under 30 mila euro che con la situazione Covid avranno anche aggravato la loro posizione, in secundis la doppia limitazione del reddito e dell'importo fino al 2010 fa comprendere, in modo abbastanza palmare, la grande occasione, non per il cittadino, di eliminare i molti crediti non più esigibili con una procedura molto più semplice per l'Amministrazione." E conclude l'esperto "se si volesse davvero venire incontro alle esigenze dei cittadini come sostenuto, anche con le limitazioni di importi globali in sommatoria per singolo contribuente, si dovrebbe non solo arrivare almeno al 2015 ma prevedere importi maggiori per talune causali commerciali e persone operanti in comparti particolarmente colpiti dalla crisi COVID-19, a prescindere dal generico dato Irpef".

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