Dichiarazione di LUCA PALAMARA

Palamara: non ferma la mia battaglia di verità il disperato tentativo di salvare i processi contro di me utilizzando Amara e i giornali di riferimento. Ho presentato denuncia a Firenze per rivelazione di segreti di ufficio. Dichiarazioni di Amara già smentite dagli atti in possesso dei pubblici ministeri di Perugia. Ora intervengano il ministro della giustizia ed il Procuratore generale della cassazione. Con riferimento alle notizie apparse oggi sui quotidiani Repubblica e corriere della sera (che non mi hanno assolutamente fatto andare storta la colazione nella magnifica cittadina di Modica dove ieri sera ho avuto il piacere di presentare il mio libro) ho inviato una nuova denuncia penale a Firenze segnalando alla procura generale della cassazione la gravità della condotta degli inquirenti Perugini. Le notizie pubblicate fanno riferimento a fatti e vicende che in alcun modo mi sono state contestate nel corso di un interrogatorio del 14 giugno 2022 proprio sulla vicenda Musco. Perché durante quell’interrogatorio - nel quale mi vennero contestate le fantasmagoriche accuse dell’avv. Amara “ ti darò 30.000 euro e ti scanno se non lo fai” in relazione alle quali pur non registrando l’interrogatorio in tono amichevole dissi al Procuratore Cantone che a quel punto sarebbe stato più divertente contestarmi il tentato omicidio - la pubblica accusa non mi ha dato lettura delle dichiarazioni di Mogini? E perché invece le dichiarazioni di Mogini sono state riportate dai giornali di riferimento peraltro già denunciati a Firenze? Quanto al merito e al mio asserito interessamento alla vicenda Musco si tratta di fatti già smentiti da una pur facile lettura della documentazione già a disposizione della Procura di Perugia nell’ambito del procedimento 6652/18 rispetto alle quali le dichiarazioni dell’avv. Amara in questa circostanza ricalcano esattamente quello che già avvenne con il giudice Tremolada: in quel caso dovevano servire a salvare il processo Eni oggi per salvare in qualche modo i processi intentati a mio danno. Ma la battaglia di verità continua e ancor di più il rinnovato impegno politico su un tema quello della giustizia che non può non trascendere le singole vicende personali riguardando la vita di tutti i cittadini oramai interessati a comprendere e andare oltre le vicende del Sistema.

Roma, 10 luglio 2022

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