Esclusiva SprayNews.it a Paola Balducci politico e noto giurista italiano, nonché ex membro del CSM

«Mi candido con Sinistra Civica Ecologista a sostegno di Gualtieri per ambiente e diritti»




Paola Balducci, politico e noto giurista italiano, nonché ex membro laico del Csm, in un’intervista esclusiva a Spraynews, rivela la sua candidatura a Roma nella lista Sinistra Civica Ecologista a sostegno del candidato Roberto Gualtieri.


Perché ha scelto di candidarsi?



«E’ stato innanzitutto il desiderio di riprendere quel percorso che non ho mai interrotto, cioè una politica che vuol dire fare qualcosa per la propria comunità. L’ho sempre fatto, sin dalle prime campagne elettorali. C’è stata, poi, l’interruzione istituzionale. Visto il momento così delicato per Roma, però, ho deciso che dovevo tornare a impegnarmi attivamente. E’ un dovere civico metterci la faccia quando uno ha storia, esperienze e competenze ed un è peccato che molti rinuncino, e nella maggior parte dei casi stiamo parlando delle energie migliori».



Quando ha maturato tale decisione?



«Ci ho sempre pensato, ma dicendomi poi tutti per carità, alla fine ho sempre aspettato. Tutto è nato quando più di una settimana fa, forse circa dieci giorni fa, quando ritornando in Puglia, dove sono stata assessore regionale, ho avuto tante esperienze e sono stata eletta parlamentare dei Verdi, ho incontrato casualmente in un albergo David Sassoli. Ci siamo salutati, ci conosciamo e abbiamo parlato del più e del meno. Lui era con la sua splendida famiglia. A un certo punto, mi ha detto scusami Paola perché non ti candidi a Roma, con tutta la tua competenza e la tua storia? Questo input da parte di una persona come lui, di cui ho grande stima, mi ha fatto riflettere. Ho parlato, poi, con quelli che da sempre sono stati i miei punti di riferimento, che sin da subito sono stati entusiasti della scelta».



Con quale partito o compagine sarà in campo?



«Mi candido in una lista che si chiama Sinistra Civica Ecologista, ovvero un’unione di tante aree della politica tra cui anche quella di cui ho fatto sempre parte, ovvero l'ambientalista. I miei riferimenti, infatti, restano Loredana De Petris e Paolo Cento, con cui abbiamo condiviso un lungo percorso, essendo stata parlamentare e responsabile giustizia dei Verdi. Un rapporto importante e costruttivo che è andato avanti negli anni. Loro, a dire il vero, anche questa volta, mi hanno subito sostenuta e quindi martedì, salvo imprevisti, firmerò la candidatura. Non vedo l’ora di mettermi a servizio, di dare un contributo alla città di Roma per quello che sono, per quello che ho fatto e per ciò che ancora posso dare».



La compagine a cui fa riferimento, però, è a sostegno del candidato del Pd Gualtieri. La sua storica area politica, fino a qualche mese fa, aveva aperto anche ad altri mondi, come ad esempio quello centrista di Gianfranco Rotondi, che certamente non ha nulla a che vedere con i dem…



«Ne ho parlato pure con Rotondi. Stiamo parlando di cose diverse. Una è la mia candidatura a Roma, un’altra è quel lavoro di allargamento e di dialogo con tutti che il mondo ecologista sta portando avanti da mesi a livello nazionale. E’ normale che chi ha a cuore l’ambiente, deve confrontarsi con coloro che vogliono sposare e credono in queste battaglie, indipendentemente dai colori politici».



Rotondi, quindi, la sosterrà?



«Rotondi sosterrà Sala a Milano e per quanto riguarda le comunali, in un certo senso, sarà libero. Ho parlato con lui della mia decisione e credo che mi appoggerà, considerando che insieme a lui e diversi altri amici stiamo lavorando per un progetto di più ampio respiro, teso a mettere al centro le migliori energie ed esperienze che si ritrovano su un tema fondamentale come quello dell’ambiente, alla luce di tutto ciò che sta avvenendo per i cambiamenti climatici, come gli incendi degli ultimi giorni».



Ritornando a Roma, da ambientalista della prima ora, ritiene si sia fatto abbastanza?



«Rispetto chi mi ha preceduto, ma ritengo si doveva fare di più. Ambiente vuol dire anche qualità del territorio, della vita, del verde di questa città, che non ha funzionato al meglio. Non voglio dare colpe a nessuno, ma dire che vedo una capitale che dovrebbe offrire molto di più, essendo una città che tutto il mondo ci invidia, a partire dall’ordinarietà e perché no anche dalla stessa manutenzione del verde. La bellezza sul territorio è pure questo. Ambiente, poi, per me vuol dire servizi, efficienza, salute, giovani, scuole e università».



Vuole, quindi, una Roma più accogliente per chi arriva…



«Se si è accoglienti, si attirano persone, turismo, lavoro e quindi c’è una possibilità per tutti di utilizzare chi oggi ha difficoltà a trovare occupazione. Credo molto in tutto quello che si può fare. Oltre la crisi, è il momento di guardare in positivo. Non posso nascondere che ho ancora un dolore, ovvero il non aver fatto le olimpiadi. Considerando che abbiamo vinto gli europei e le importantissime medaglie ottenute a Tokyo, avere la sede nella capitale d’Italia sarebbe stato certamente un bel biglietto da visita».



Nel caso, in cui Gualtieri, la nominasse assessore all’ambiente, quale sarebbe la sua prima azione?



«Riaffronterei finalmente il tema dei rifiuti e della raccolta differenziata. Pur trattandosi di un problema di tutte le città, serve un incentivo a riguardo. Altra questione fondamentale quando parliamo di ambiente è avere una maggiore attenzione verso i luoghi sostenibili, quindi un impegno sempre più attento per quanto concerne la cultura del verde. L’altro giorno vedevo Villa Borghese o tanti parchi dove i bambini ci sono senza attrezzature per farli giocare. C’è bisogno di ambiente come conforto, aiuto per i cittadini. Queste sono per me le battaglie da portare avanti. Credo, poi, molto nell’aiuto alle scuole, alle famiglie, ai giovani e come dicevo prima all’accoglienza. Roma poiché ha anche il Vaticano e il Papa, che tra l’altro ha mandato un messaggio molto importante per quei temi a noi cari, non può farsi trovare impreparata. I fondi del Recovery Fund devono essere utilizzati al meglio e le nostre città, a partire dalla capitale, non possono che non essere il faro di un Paese, sempre più vincente e competitivo».



Di Edoardo Sirignano

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