Esclusiva SprayNews.it Federico Tedeschini, docente di Diritto pubblica all’Università “La Sapienza”

“Basta con l’irresponsabilità dei magistrati. Palamara deputato? L’inizio di una rivoluzione”




Avvocato Tedeschini, la storia si ripete. Tre alti ufficiali del Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri, inquisiti e condannati con una accusa infamante, sbattuti in prima pagina per anni come mostri di un film dell’errore e alla fine assolti. Fuori tempo massimo, con una vita spezzata in due e i corpi martoriati da un calvario infinito…


La colpa di tutto quello che è accaduto è della nostra cultura giuridica, fondata sui principi dell’inquisizione. Aggiunga l’irresponsabilità dei magistrati, la pessima fattura della normativa penale. Aggiunga che ci siamo inventati, dicendo che ce lo chiedeva l’Europa e non era vero, un reato come il traffico di influenze, grazie al quale per la prima volta nel diritto penale, anzi per la seconda perché c’era già stato un altro esempio infame, si può processare qualcuno senza che ci sia un atto. Di gente rovinata dalla giustizia, nel modo che lei evoca, ne conosco tanta. Pensi a quello che è stato per due anni in galera solo per un’omonimia. Quando si arriva a mettere in galera uno per omonimia, ci sono le colpe di chi lo in galera ce l’ha messo. C’è poco da fare. E’ successo qualcosa? Naturalmente no. Questo è un Paese impreparato ad avere una giustizia giusta. Forse perché neanche la vuole.


Perché nessuno vuole una giustizia giusta? Perché, di fronte a quello che ha svelato l’ex Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Luca Palamara sul Sistema marcio della giustizia italiana, in tanti, in troppi, seguitano a nascondere la testa nella sabbia e a far finta di niente?


Tenga conto che nel sistema politico italiano esistono le aggregazioni trasversali sugli interessi. Io ho sempre sostenuto che nella nostra costituzione materiale i partiti sono a beneficio del popolo. Le aggregazioni trasversali, invece, sono a beneficio delle élite. Alle élite questo Sistema evidentemente sta bene. Fra l’altro, gli episodi, denunciati da Palamara, dimostrano che i giudici non usano la mancanza di responsabilità per propugnare, come dice l’Associazione Nazionale Magistrati, la propria autonomia e indipendenza, ma per organizzare cose che, se le organizza un cittadino comune, si becca come minimo un avviso di garanzia e verosimilmente anche le misure cautelari personali o patrimoniali. Finché in Italia avremo l’attuale status dei magistrati irresponsabili, non usciamo da questo impasse. Io mi auguro che i referendum ce li facciamo fare. Non è scontato. Ci sono due filtri da superare, uno della Cassazione e l’altro della Corte Costituzionale, che secondo me sono pericolosissimi. Se i referendum ce li fanno fare, sarà poi importante riuscire a dominare il Sistema dei Partiti. Non dimentichiamo che il popolo italiano si è già espresso in modo inequivocabile sulla responsabilità dei giudici.


E sappiamo tutti come è andata a finire. In questo quadro deprimente, se Luca Palamara fosse eletto deputato, potrebbe essere la voce fuori dal coro, che striglia l’orchestra?


Se Palamara ce la fa, sarebbe forse l’inizio di una rivoluzione. Arriverebbe in Parlamento una persona, che ha provato sulla propria pelle l’irresponsabilità magistratuale. Una persona, che non potrebbe automaticamente cambiare le cose perché da solo neppure Palamara potrebbe cambiare niente, ma finalmente di giustizia e di malagiustizia si discuterebbe.


Sarebbe, quantomeno, più difficile l’oblio?


Lei ha colto nel segno. Sarebbe molto più difficile l’oblio. E continuare a far finta di niente.


di Antonello Sette

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