Giacomo Portas (Moderati) Intervista a La Repubblica

“I numeri sono importanti ma basta con le conte, parliamoci”


“I numeri sono importanti, ma basta con le conte, parliamoci». Mimmo Portas è cresciuto a pane e sondaggi e sa che le cifre contano. Chiede che vengano messi da parte, almeno per qualche settimana. Si è innescato un gioco al rialzo? «Mi sembra di essere circondato non da simpatizzanti o sostenitori di uno o dell’altro, ma da ultras di una squadra o dell’altra. Io mi limito ad osservare per poi decidere». Le raccolte firme e le petizioni sui siti non le capisce? «No, non mi sembra il sistema migliore per fare sintesi. Non mi oppongo. Chi le vuole fare le faccia, ma ingarbugliano la situazione». Non vi siete schierati? «No, noi abbiamo scelto di ascoltare e approfondire. Abbiamo scelto un’altra strada. Ci esprimeremo solo dopo aver dialogato con i candidati e approfondito con ciascuno la loro idea di città. Poi a me Salizzoni sta pure simpatico». Perché? «Anche a me succede di dire qualche parolina colorita a un amico o a un collega. Siamo umani. Ecco. Salizzoni l’altro giorno con una piccola gaffe ha dimostrato di essere umano, simpatico. Una persona non rigida». Caratteristica che serve per amministrare la città? «Bisogna poi vedere chi ha il progetto migliore per Torino, al di là delle simpatie e delle antipatie. Ecco, mi sembra che in questa partita siano entrate troppo in gioco simpatie e antipatie. Così non si gioca per vincere. A chi sta continuando solo a tifare senza costruire rammento che si dovrebbe giocare per la nazionale del centrosinistra non per far vincere l’altra squadra capitanata da Damilano». L’intesa con Giaccone è una novità nello scenario politico? «Nessuna intesa, stiamo costruendo questo confronto con i candidati perché vogliamo approfondire. Monviso è una lista del sindaco, noi una forza civica sui generis organica al centrosinistra da sempre, non c’è rivalità, ma concorrenza leale». Le nuove liste civiche che si sono affacciate non decollano? «Succede che le liste civiche si spacchino, soprattutto quando acquistano i difetti dei partiti”.

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