Il momento esige la responsabilità di tutti ma sulla scuola Draghi sta sbagliando

Fabrizio Cicchitto al quotidiano 'Il Tempo': Assurdo che ci siano partiti perplessi sui vaccini. Il premier però rifletta sulle forzature inutili




Con più di 200.000 contagiati (aumentati in modo esponenziale), circa 200 morti al giorno, con il 70% di non vaccinati in terapia intensiva, con gli ospedali al collasso non si può continuare a scherzare come ancora cercano di fare Borgonovo (per una posizione ideologica che riguarda tutta questa tematica) e Marco Travaglio (che vuole essere l’angelo sterminatore dell’usurpatore Draghi per vendicare Conte privato della presidenza del Consiglio). Non possiamo far finta di non vedere che c’è da tempo un’offensiva degli hackers russi contro i vaccini che ha prodotto rilevanti effetti perché esistono milioni di persone che li rifiutano e nuclei violenti di no vax che giocano col fuoco (il fatto che la professoressa Viola e il professor Bassetti siano finiti sotto scorta per minacce accompagnate dall’invio di proiettili mette in evidenza la situazione incredibile in cui ci troviamo). Il professor Harari ha ricordato che dal 1888 a oggi sono stati decine i vaccini obbligatori che hanno affrontato questioni decisive come il morbillo, il vaiolo, la difterite e altri virus dello stesso tipo. Allora dopo tutte le prove il vaccino rimane l’unico strumento valido per contrastare questo contagio che, non va mai dimenticato, è diventato una pandemia per responsabilità della Cina. Ciò detto, però, molte cose vanno approfondite. In primo luogo c’è un problema mondiale. Il vaccino deve essere erogato nelle aree del terzo mondo che ne sono sprovviste e va esteso e di molto in paesi divario tipo, come gli USA, l’India, la Russia, la Serbia, la Romania, la Bulgaria (queste ultime sono nazioni dove la Chiesa ortodossa predica con successo che il vaccino è un terribile peccato). Se non si copre questo enorme buco nelle vaccinazioni continueranno a emergere le varianti con effetti sconvolgenti. Veniamo all’Italia. Il vaccino è un salva vita, ma non risolve tutti i problemi con un colpo di bacchetta magica. In primo luogo si è visto che solo tre erogazioni di vaccino costituiscono una copertura sufficiente. Non si può dire che questa constatazione mette in evidenza una precedente mistificazione: la scienza procede per sperimentazioni successive. Però non possiamo fare a meno anche di rilevare che stanno emergendo anche rilevanti responsabilità politiche. C’è un nocciolo duro abbastanza esteso di no vax che riguarda dai 5 ai 6 milioni di persone, il quale obiettivamente svolge un ruolo estremamente negativo sia perché non protegge sé stesso, sia per l’influenza negativa che esercita sugli altri. Ora, rispetto a tutto ciò la via maestra, a nostro avviso, sarebbe stata quella della vaccinazione obbligatoria, evidentemente affrontando tutti i problemi giuridici conseguenti. Ciò non è avvenuto non per un caso, ma per l’esistenza di profonde divisioni politiche che però non coincidono con gli schieramenti classici, ma anzi li attraversano e talora li spaccano (vedi la Lega e il M5s). Per una linea di rigore sono sempre stati Draghi, Forza Italia, il PD, Italia Viva, i governatori della Lega al Nord, LeU, uno spicchio del M5s andato a rimorchio; per una linea assai ambigua, talora al limite della civetteria con i no vax, sono stati Salvini e alcuni suoi amici, Fratelli d’Italia, un bel pezzo del M5s: di conseguenza su questo nodo non si è verificata nessuna differenza che collimasse con gli schieramenti tradizionali di centro-destra e di centro-sinistra. A esser franchi fino in fondo a nostro avviso se finora il paese ha tenuto il merito è della convergenza fra Draghi, Forza Italia, PD, i governatori leghisti del Nord, Italia Viva, LeU, la Confindustria e la Cisl. Ciò detto, però, riteniamo doveroso esprimere un netto dissenso dalla linea del governo perciò che riguardala scuola. La scuola rischia di diventare per molteplici ragioni il fondamentale centro di contagio, in primo luogo i ragazzi e i bambini risultato molto esposti al contagio, vanno vaccinati, ma su questo terreno si è ancora molto indietro. In secondo luogo non si è fatto nulla o molto poco sia sul terreno dei trasporti locali, sia su quello dell’aumento delle aule, tanto meno su quello dell’areazione e della sanificazione della aule. Allora a nostro avviso hanno perfettamente ragione i presidi a chiedere il rinvio dell’apertura a febbraio. Un’altra questione è costituita dalla evidente volontà della Lega calcio di considerare tutto il suo mondo un’area sottratta alle regole che riguardano i comuni mortali: se il virus è pericoloso esso lo è anche per il mondo del calcio, le eccezioni alla Djokovic fanno semplicemente schifo. Un’ultima questione. Vista la gravità della situazione ci auguriamo una soluzione politica che sia sul tema della presidenza della Repubblica, sia su quello del governo mantenga in piedi una maggioranza che va dal PD a Forza Italia alla Lega alle forze di centro alla parte ragionevole del M5s. La gravità della situazione in cui siamo e il basso livello di tutta la classe politica richiede due scelte: una maggioranza ampia e che Draghi rimanga in pista quale che sia la sua carica, da presidente della Repubblica o da presidente del Consiglio. Vediamo che sono in azione molti bulli che vorrebbero liberarsi di Draghi: costoro, a nostro avviso, giocano col fuoco. In primo luogo non vediamo in giro dei Pico della Mirandola espressi dai partiti, in secondo luogo Draghi è una garanzia rispetto all’Europa. Certamente esistono personaggi che vorrebbero rompere con l’Europa e magari sfidare il mondo, ma a nostro avviso si tratta di irresponsabili che non si rendono conto della gravità della situazione. A parte tutto il resto costoro devono andare a guardare i conti: debito pubblico, produttività, crescita, inflazione internazionale. Se li leggono con attenzione forse riescono a capire che non possiamo rompere con l’Europa e tantomeno con la Francia e con la Germania.

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