Intervista a Paolo di Ganci sui rapporti sempre più tesi tra tassisti e Ncc.



Ci siamo già occupati della diatriba che vede contrapposte due categorie produttive entrambe fondamentali per l’economia italiana, e di Firenze in particolare, essendo strettamente legate alla filiera del turismo. Siccome pensiamo che il dialogo sia la miglior forma di conoscenza reciproca alfine di arrivare ad una soluzione condivisa delle problematiche in questione abbiamo voluto intervistare Paolo Di Gangi Coordinatore per il Lazio, dell’Associazione NCC “8puntozero”, per avere un suo autorevole parere, al quale speriamo di poter affiancare, quanto prima, quello dei tassisti, anche per chiarire ai lettori quali siano le differenze tra le due categorie. Secondo lei, che ha una lunga esperienza sia da operatore ed imprenditore, che da esponente di categoria degli NCC, quali sono i motivi che hanno portato alla evidente conflittualità, attuale tra taxi ed NCC?

“Per spiegare la situazione odierna, bisognerebbe fare qualche passo indietro almeno fino al 1992, quando venne varata la Legge 21/92, che normava per la prima volta tutto il settore del servizio pubblico non di linea, includendo in un solo provvedimento sia i Taxi, che gli NCC.”


Ma perchè le due categorie sono state accomunate in un’unica legge?


“Per fare un esempio, a quel tempo, il 1992 appunto, venivano commercializzati i primi telefoni mobili, che assomigliavano più a dei mattoni che ad uno strumento di comunicazione, ma da quel momento in poi sia la vita sociale che il tessuto sono mutati alla velocità della luce, e di conseguenza, lo stesso è successo, anche per il modo di muoversi delle persone. Infatti, fino alla fine degli anni ’80, le vetture “NCC”, che altro non è che l’acronimo di “Noleggio con Conducente”, erano ancora pochissime, e di conseguenza, i legislatori pensarono che i due settori fossero alquanto simili, senza tenere presente, appunto, il progresso che avanzava, in parallelo con l’aumento del turismo, sia internazionale che nazionale, congressuale, e di lavoro, facendo crescere a dismisura le esigenze di chi doveva muoversi, sia in termini di quantità che di qualità. Per avere un’idea di questa crescita basti pensare agli enormi numeri di passeggeri, che fa, per esempio l’aereoporto di Fiumicino, oggi, vale a dire quasi 50milioni annui, ma anche a quelli di aereoporti “minori”, quale quello della vostra città, Firenze, che, incredibile ma vero, pur con tutti i suoi limiti infrastrutturali, che conoscete meglio di me, riesce ad essere il terzo aereoporto italiano per numero di passeggeri. Questo ci dà quindi un’idea chiara di quanto siano aumentati i bisogni di mobilità, specie nelle grandi città e nei centri più turistici. A fronte di quest’impennata repentina, specialmente del turismo, i Taxi si sono rivelati non più sufficienti ad evadere, in maniera esaustiva la domanda, e di conseguenza, il servizio NCC, ha iniziato a farsi conoscere, in primis dai turisti internazionali, soprattutto americani, che, a casa loro davano, e danno tuttora per scontato che, per avere un servizio di qualità superiore, bisogna rivolgersi al Limousine Service, che negli Usa, è l’equivalente degli NCC.”


Come hanno reagito i Taxi, di fronte a questo tipo di cambiamento?


“Hanno fatto la cosa più sbagliata che potevano fare, ovvero hanno cercato di bloccare, peraltro riuscendoci molto bene, tutti i rilasci di nuove autorizzazioni NCC, su tutto il territorio nazionale, usando la loro potente corporazione al fine di influenzare la politica. A questo si sono susseguite modifiche di legge, molto limitative per evitare il proliferare degli NCC, per arrivare alla Legge 12/19, dell’anno scorso, che limita di parecchio l’operatività del settore noleggio con conducente, ed è talmente peggiorativa della situazione, che se la politica non interverrà presto per rimettere le cose a posto, probabilmente la categoria degli NCC, sarà destinata all’estinzione.”


Ma come viene svolto il servizio NCC?


“Il servizio NCC, si svolge fondamentalmente, solo su prenotazione, e per questo motivo, è riuscito ad evolversi nella qualità del servizio offerto cercando di aumentare il proprio livello di professionalità, per poter essere in grado di soddisfare la domanda del tipo di clientela di cui parlavo prima. Ad oggi, posso, infatti, garantire che tra gli operatori del settore noleggio con conducente, sono frequentissimi i drivers multilingue, e spesso multilaureati. D’altronde questo è il tipo di risultato che si ottiene, quando, qualunque sia il settore economico, ci si apre alla concorrenza. La tipologia dei servizi svolti dagli NCC, infatti, non è più ormai, il classico transfer all’aereoporto, o alla stazione, bensì molto più ampia, e va dalle disposizioni per i managers aziendali, ai servizi vip per le ambasciate, ai grandi eventi, ai tour con i turisti, offrendo sempre una qualità notevole, in quanto, ogni servizio va contestualizzato in un mercato di tipo concorrenziale, nel quale, è il cliente a scegliere il proprio operatore NCC, ed a prenotarlo, individuandolo spesso, tra le recensioni sui social o per il passa parola tra le sue conoscenze. Da questo è facile evincere che gli operatori NCC, sanno benissimo che non offrire un servizio di livello, equivale quasi sicuramente, a perdere non solo quel cliente, ma anche quelli futuri.”


Perchè i Taxi, non fanno altrettanto?


“Purtroppo, per i Taxi, le cose stanno in maniera diametralmente diversa in quanto non hanno mai investito veramente nel materiale umano, e nel cercare di migliorare la qualità generale del proprio servizio, perchè non hanno clienti ma utenti, e quindi perso uno, ne trovano immediatamente un altro. Questo è accaduto, perchè hanno avuto come unico scopo e preoccupazione, quello di mantenere il controllo del trasporto pubblico non di linea, affinché il valore delle loro licenze, sia mantenuto il più alto possibile. Basti pensare, al riguardo, che a Firenze, una licenza taxi, vale anche 300mila euro. Ecco perche’ i tassisti si sono sempre opposti, a tutte le amministrazioni comunali, che hanno sentito l’esigenza di aumentare il numero delle licenze NCC, ma anche di quelle dei Taxi, dove ve ne era evidente bisogno.”


La morale di tutto questo?


“La morale che mi viene in mente da tutto questo, e’ che, chi si oppone al cambiamento ed al progresso, alla fine rischia di essere travolto. Vorrei, a tal proposito, fare una domanda, molto attuale ai consumatori: “Come mai, a Milano e Roma, dove esiste il servizio di Uber, questo prolifera?” La risposta e’ semplice: Se i Taxi, si fossera attrezzati per far fronte al nuovo che avanza, anche in termini di qualita’, forse ora non sarebbero qui a lamentarsi delle piattaforme tecnologiche, che secondo loro gli portano via il lavoro, e a dare la colpa di questo agli NCC, solo perché sono gli operatori che alla fine vanno a coprire quel tipo di servizio. Ecco quindi come è nata, e cresciuta sempre piu’, la conflittualità tra le due categorie. Adesso, pero’ ci auguriamo che chi governa, riesca a trovare le soluzioni per far si’ che gli operatori delle due categorie possano lavorare in santa pace, senza ostacolarsi, e soprattutto, senza piu’ odiarsi, perche’ sono convinto che il lavoro dei Taxi, sia diverso da quello di noi NCC, e solo lavorando in armonia, e con la buona volontà, ci puo’ essere spazio per tutti i lavoratori e gli imprenditori onesti.”


Nel ringraziare Paolo Di Gangi, per questa sua esposizione dell’argomento, invitiamo anche i rappresentanti di categoria dei Taxi a dire la loro, in questo dibattito, alfine di sviluppare, quella buona volonta’ collaborativa, tra Taxi ed NCC, auspicata da Di Gangi, nell’ultima frase dell’intervista.





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