INTERVISTA AD ANTONIO SERPI, SEGRETARIO GENERALE SINDACATO DEI CARABINIERI

Se anche al sindacato è piaciuto questo G20




Serpi un G20 senza disordini?

Finalmente! Finalmente nessun ferito da entrambe le parti.


Di chi è stato il merito?

Di tutti, a partire dal nostro apparato di intelligence e a finire ai nostri uomini e alle nostre donne impiegate sul campo. Abbiamo dato dimostrazione di avere tutti gli strumenti e le competenze per organizzare eventi di portata mondiale.


In questo summit mondiale Draghi e il governo hanno investito tutto sulla sicurezza?

Sicuramente, anche perché il premier punta alla leadership europea. Questo lo hanno capito tutti i politici e anche i cittadini italiani che hanno contribuito, in modo pacato, alla riuscita di questo evento. Ma questa è stata anche l’occasione per evidenziare la necessità di aggiungere ulteriori risorse al nostro comparto perché è dimostrato che la sicurezza è un investimento e non una spesa. In queste ore gli italiani, tutti, hanno saputo essere ospitali come da tradizione. Il vero protagonista, consentitemelo, è stato il Presidente Mattarella. Vedete, il Quirinale nel nostro Paese non esprime solo il punto più alto del nostro ordinamento, ma anche il simbolo che riunisce tutti gli italiani nei momenti più solenni, nei momenti di maggiore responsabilità e questo rappresenta un altro elemento deterrente in termini di sicurezza interna. Posso affermare che in questo G20 l’80% è stato espresso in termini di sicurezza, l’altro 20 in termini di logistica e cerimoniale. In questo 100% è rappresentato il meglio delle risorse umane del nostro Paese.


Quindi possono esserci eventi/manifestazioni senza scontri?

Dovrebbe essere riprodotto lo stesso modello di questi giorni. Ma dubito che ciò accada. Ieri abbiamo mostrato i muscoli, lo hanno riconosciuto tutti, ma la vera strategia vincente è stata sviluppata su quel che non abbiamo visto. Gli esperti informatici hanno protetto l’infrastruttura sensibile; l’intelligence ha monitorato le attività a centinaia di chilometri di distanza da Roma già da diversi mesi; la macchina logistica ha supportato, egregiamente, tutte le unità operative garantendo le migliori condizioni per lavorare serenamente; i mezzi di informazione hanno capito che era in atto una sfida tutta italiana. A cornice di questo articolato protocollo c’erano donne e uomini in divisa e in abiti civili a garantire uno straordinario successo di tutto il Paese.


Nessun sindacato del comparto sicurezza si è lamentato in questa occasione.

Certo. Almeno questa volta possiamo ringraziare, a nome di tutti i nostri tesserati, chi ci ha garantito di operare nel migliore dei modi. La Presidenza del Consiglio, il Viminale e nel nostro caso il Comando Generale. Ecco, ora possiamo dire: la macchina può funzionare se ben organizzata, quindi non ci sono scuse. Questo evento è stata la dimostrazione che gli scontri si possono prevenire o, almeno, contenere; che gli operatori in campo possono lavorare dignitosamente e che noi sindacalisti sappiamo anche apprezzare e non solo rappresentare un elemento di contrasto. Il nostro obiettivo, ripeto anche in questa occasione, è dar voce, diritti e dignità a chi si impegna per il bene del nostro Paese, esattamente come in questa occasione.


Sarete coinvolti in questa mobilitazione generale in previsione della prossima manovra?

Stiamo analizzando, insieme ai nostri legali e ai nostri consulenti, i diversi punti in manovra, soprattutto per quel che riguarda quota100. Come ben sapete noi abbiamo la specificità. Sono importanti le risorse stanziate per attagliare, come già detto in passato, i coefficienti di trasformazione ai comparti difesa e sicurezza. Non deve assolutamente passare l’idea di sostituire una previdenza complementare e dedicata, sottoforma di misure compensative o forme alternative. Sulla previdenza le misure alternative non esistono e vogliamo sperare che l’attuale Governo sia diverso dai precedenti anche in termini di rispetto, appunto, delle Forze di Polizia. Inoltre, nei prossimi mesi, commissioneremo uno studio per documentare i parametri che certificano il nostro lavoro come usurante. Un ulteriore documento da presentare e impugnare, al tavolo della contrattazione. Comunque, per il momento, tutte le grandi sigle sindacali del mondo civile convergono su una linea morbida e non sono previsti scioperi e grandi azioni e noi, come SIM, inquadrati nel comparto sicurezza, attualmente condividiamo questa linea.


Un messaggio ai Carabinieri che stanno rientrando a casa dopo questo evento?

Intanto grazie ai nostri professionisti e grazie a tutte le famiglie che, per qualche ora, si sono private dei loro affetti. E poi ci tengo a sottolineare che noi associazioni a carattere sindacale eravamo lì, tra loro, e lo saremo in ogni occasione, piccola o grande che sia, affinché il diritto di lavorare dignitosamente sia sempre rispettato.


Grazie.

Grazie a lei.

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