Intervista esclusiva Spraynews a Stefano Zattera, maestro del fumetto underground italiano


Oggi Spraynews ha chiacchierato con il vicentino Stefano Zattera, tra i più leggendari e amati autori del fumetto underground italiano dagli anni '90 ad oggi, pubblicato ogni mese sulla maggiore rivista del settore dal 1965, Linus, in occasione dell'uscita in questi giorni di ben due suoi nuovi lavori per la storica e mitica etichetta indipendente In Your Face Comix, di Latina, La professoressa e Calendario per Officine Intergalattiche 2022.


Ciao Stefano, tu sei un autore ormai storico dell'underground italiano. Vuoi raccontare ai nostri lettori la tua storia in breve?


Ho iniziato tardi a fare (seriamente) fumetti, dopo l’Accademia di Belle Arti, durante la quale ho sperimentato vari mezzi di espressione tra cui pittura, scultura, fotografia, cinema.


Sono partito dall’autoproduzione concependo e coordinando una rivista/fanzine Delirio con vari autori del panorama underground come Dast, Prof. Bad Trip, Mauro Chiarotto. Ho proseguito con altre autoproduzioni mie e collaborando con altre realtà dell’epoca come la torinese Interzona e Lamette. La rete sotterranea pre-internet funzionava via posta e ho cominciato collaborare con realtà estere come la slovena Stripburger, la belga Rancune, la portoghese Biblìa, la spagnola Monografico (con la quale ancora collaboro), la statunitense Malefact.


In quegli anni ('95) ho esordito in edicola con strisce di Baby Burger sulla rivista di informatica Italia on line e su Skizzo del Centro Fumetto Andrea Pazienza, con il quale nel '98 ho pubblicato il mio primo albo monografico: Earl Foureyes. Poi, con l’irrequietezza creativa che mi contraddistingue, mi sono spostato verso l’illustrazione - pubblicando 2 libri per Mondo Bizzarro Press - e la pittura iniziando a collaborare con le gallerie. Poi per anni mi sono occupato di grafica e design collaborando solo saltuariamente con fanzine e antologie di fumetti.


Nel 2012 ho collaborato per tutta un’annata con il Male di Vauro e Vincino e dal 2015 son tornato a tempo pieno ai fumetti collaborando con periodici come La Lettura del Corriere della Sera, Alias Comics de Il Manifesto, Linus, Frigidaire, e pubblicando una raccolta delle storie di Earl Foureyes per Nerocromo editore, Il Buco Noir per Stigma/Eris, Baby Burger e La Professoressa per In Your Face Comics oltre a rimettere in cantiere l’autoproduzione.


Una delle tue collaborazioni recenti più importanti è con progetto Stigma. Che ci puoi dire della tua avventura con loro e con il mitico Akab?


Ho avuto modo di assistere alla prima presentazione di Stigma nel 2017 al Bordafest a Lucca e già in quell’occasione, entusiasta del progetto - che voleva mettere l’autore indipendente nelle migliori condizione di lavorare - feci sapere ad AkaB che avevo una mezza idea che gli avrei sottoposto prima o dopo. AkaB aveva già espresso le sue impressioni positive per il mio primo libro di Foureyes citandolo in una sua intervista come una delle cose italiane più interessanti lette in quel periodo. Poi iniziando a lavorare al nuovo libro sul detective mutante postai su Facebook una prima tavola raffigurante il mondo in cui doveva svolgersi la storia, prima ancora di scriverla completamente. Subito mi arrivò un messaggio di AkaB che mi chiedeva se avevo già un editore per quella storia. Da quel momento son salito a bordo della barca Stigma.


Il libro è stato un percorso travagliato, dapprima per mie crisi creative durante la scrittura e poi per la scomparsa di AkaB, che mi faceva da editor. Fortunatamente ci eravamo confrontati durante la lavorazione e aveva approvato la stesura definitiva e le prime tavole, ma ho dovuto appoggiarmi ad altri consulenti - uno del gruppo di autori Stigma, Officina Infernale e due esterni, Dast e Andrea Voglino - per confrontarmi sulla versione completa con tutti i disegni.


Con il gruppo di autori Stigma oltre ai lavori personali abbiamo collaborato a progetti collettivi, sempre coordinati da AkaB, come un libretto a fumetti, edito dal Comicon, sui testi del cantautore Daniele Celona da abbinare al suo disco; a una serie di storie sui tre generi: serial killer, sperimentale, satirico apparse su Alias Comics de Il manifesto; a un gioco da tavolo Mekhane edito da Cranio Creation. E’ stata una bella esperienza, purtroppo senza un coordinatore catalizzante i lavori collettivi sono andati a sfumare. Stiamo comunque portando avanti il programma editoriale dei libri selezionati da AkaB.


Arrivando alle nuove uscite, La Professoressa è un aggiornamento di una tua produzione precedente: ce ne parli?


Sì il nuovo libro La Professoressa raccoglie 3 storie di questo personaggio, mentre la prima edizione era un’autoproduzione con solo la prima. Queste avventure - che omaggiano i vecchi fumetti anni '70/'80 da edicola che mixavano pornografia, horror, avventura e fantastico - hanno una genesi molto particolare. Quattro anni fa venni contattato telefonicamente da Enrico Munerato, che allora non conoscevo, per propormi di disegnare una sua sceneggiatura di un fumetto, non finalizzata alla pubblicazione ma per la sua collezione. Rimasi molto sorpreso. Non avevo mai sentito di questo tipo di collezionismo creativo e, in realtà, non lo ho mai più sentito in seguito e forse è l’unico caso. Ovviamente ho accettato, ero anch’io un fruitore/estimatore del genere all’epoca. Sono andato a portargli le tavole di persona perché volevo conoscerlo e ho avuto modo di vedere l’enorme collezione di storie fatte fare a molti disegnatori, tra cui un disegnatore di Zora, una delle testate di questo genere dell’epoca. Ad ogni modo ad Enrico non interessava pubblicare le storie ma mi ha lasciato carta bianca in questo senso ed è stato contento dell’autoproduzione prima e del libro per In Your Face Comix in seguito.


Hai realizzato anche un calendario che si può comprare allegato o singolarmente, in cui appaiono tuoi vecchi personaggi. È come se esistesse uno Zatteraverse, nel senso che sei un autore che spesso riprende e fa interagire tra loro sue vecchie creazioni, che ci puoi dire a riguardo?


Nel Calendario per Officine Intergalattiche alcune delle modelle sono personaggi femminili già apparsi nelle storie di Earl Foureyes. Fin dall’inizio, quando ho iniziato a creare storie e personaggi, ho sempre tenuto presente il fatto che, un giorno, avrebbero potuto rientrare tutti in in un unico universo narrativo. Alcuni personaggi, con delle loro storie in cui erano protagonisti, apparivano, come comparse, nelle storie di altri personaggi. Ne Il Buco Noir ho voluto invece chiudere il cerchio e far coesistere tutti i personaggi, con ruoli importanti in un unica realtà.


Ci puoi presentare qualche tuo personaggio a cui sei particolarmente affezionato?


Il primo è senz’altro Earl Foureyes il detective Mutante. Nasce fondamentalmente dalla mia passione per la contaminazione dei generi, mixando, in primis, la fantascienza più visionaria di Dick e Ballard e il noir classico, la detective story che va da Chandler a Ellroy ma ha anche componenti umoristiche, satiriche, pulp, action e molto altro. Anche graficamente vuol essere un mix di stili/generi attingendo dal detective Spirit di Will Eisner, dal grottesco dell’Alan Ford di Magnus, dai mutanti inquietanti di Charles Burns e dal bizzarro del Madman di Mike Allred.


Baby Burger è il protagonista di brevi strip mute. É il figlio che nessuno vorrebbe avere. Un bimbo viziato, egoista e stronzo che vuol fare tutto quel che gli passa per la testa o vede in tv e nei fumetti, senza badare alle conseguenze per gli altri o per se stesso. Infatti spesso muore, tanto il bastardo sa che essendo un personaggio seriale rinasce ogni volta.


Brenda Cowgirl è una pistolera sessualmente disinibita che si aggira su Newest un pianeta regredito all’era pre-teconologica distopico e vagamente Steam punk. Nata come modella nel volume Horrorgasmo (1999) ha esordito nel fumetto come protagonista nelle storie fatte per Alias Comics del Manifesto, appare anche ne Il Buco Noir e ovviamente è una delle pin up del Calendario per officine Intergalattiche.


Superburocrate è nato in un quadro per una mostra in galleria, in cui un uomo medio in completo, pipa e valigetta 24 ore sfreccia nel cielo in posa da Superman. Viene trasposto in fumetto di satira politica nelle pagine del Male, un supereroe che arriva nel momento di difficoltà del cittadino ad aggiungere ulteriori complicazioni burocratiche. É anche uno dei protagonisti de Il Buco Noir dove diventa una sorta di super primo ministro, il braccio esecutivo (e violento) del potere.


Le tue due ultime uscite lavorano molto con il genere erotico anche se tu non sei un autore erotico. Ci puoi dire come hai deciso di approfondire questo genere e come ti sei trovato, se è un percorso vuoi portare avanti?


In realtà non ho un genere preferito o in cui mi riconosco. Così come mi piace cambiare stile grafico, mi piace anche spaziare tra i generi, è sempre per via dell’irrequietezza creativa cronica di cui parlavo sopra. Lo so, sono in controtendenza con l’attitudine consueta della maggior parte dei fumettisti che lavorano sempre ad uno stile, evolvendolo e perfezionandolo, ma rimanendo dentro un parametro riconoscibile. Non fa per me, mi piace soprattutto non avere limiti o vincoli.


Comunque avevo già fatto un libro nel 98, assieme a Dast, Mauro Chiarotto e Gianmaria Liani per Mondo Bizzarro press, di pornografia mutante dal titolo Horrorgasmo. Non si trattava di fumetti ma di illustrazioni. Un libro abbastanza estremo, approdato anche negli Stati Uniti e che è andato esaurito abbastanza in fretta.


L’erotismo è uno dei generi che mi ha sempre appassionato e interessato. Sicuramente continuerò a lavorarci, Enrico sta scrivendo per me la quarta storia della saga de La Professoressa.


Ci parli un po' di In Your Face Comix, tuo recente editore, che è poco nota alle masse ma un punto di riferimento fondamentale per i fan del fumetto underground italiano da tanti anni?


In Your Face Comix è praticamente l’unico editore che propone a un certo tipo di fumetto in Italia. I grossi editori da sempre danno spazio a quello che funziona a livello di vendite. Adesso vanno le storie autobiografiche o i fumetti di autori che hanno grosso seguito sul web. Tutto è finalizzato alla vendita, quindi le cose di ricerca e di nicchia sono penalizzate. Riccardo Rottaro è l’unico che per passione personale da spazio ad autori che indagano nuove strade grafiche, tra l’altro senza imporre nessun vincolo o linea editoriale. Libertà assoluta. E comunque, nonostante le scelte difficili e la distribuzione non convenzionale, le cose funzionano. Baby Burger, edito quest’anno, è già esaurito.


Fanno parte della scuderia tutti gli autori/amici che con me hanno sempre indagato il fumetto che va in direzione opposta a quello popolare, Dast, Officina Infernale, AkaB, Miguel Angel Martin, Hideshi Hino, Maurizio Ercole, Massimo Perissinotto, Ale Pop, Elena Rapa, SS Sunda e molti altri.


Quali sono i tuoi progetti futuri? Altre cose con Stigma o In Your Face o altro ancora?


I progetti futuri sono un nuovo libro di Earl: Foureyes four stories, una storia a fumetti, un fotoromanzo, un romanzo scritto e una storia illustrata senza parole tutto in unico libro. Poi uscirà una mia raccolta di storie brevi: Archeology e una antologia di racconti di narrativa entrambi per Barta edizioni, poi ho in cantiere un libro a 8 mani con Dast, Arcidiacono e Bacter.



Di Umberto Baccolo.

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