Intervista Esclusiva SprayNews.it a Alfonso Pecoraro Scanio

“Il nucleare pulito non esiste. L’indecente Salvini vuole mascherare il fallimento politico”




Pecoraro Scanio, Matteo Salvini vuole assolutissimamente il ritorno del nucleare ed è pronto a scatenare un referendum contro l’ostinato ostracismo antimoderno di Verdi, Pd e Cinquestelle. E’ preoccupato?



Più che preoccupato, sono indignato, afferma l’ex ministro dell’Ambiente e dell’Agricoltura rispondendo a SprayNews. Strumentalizzare un tema serio, come il caro energia, per fare un regalo alle lobby del nucleare, ben sapendo che, prima di trenta o quaranta anni, non sarebbe possibile nessuna centrale nucleare, è francamente indecente. Ci hanno già provato nel 2008 con il Governo Berlusconi e sono stati sonoramente battuti dal referendum del 2011. E, poi, non sanno che il referendum in Italia è abrogativo? Che cosa vogliono abrogare? Il referendum è una boutade, che serve a mascherare le difficoltà elettorali, soprattutto, della Lega. Visto che al Governo non sta ottenendo nessun risultato, la buttano in caciara.



Dicono che sarebbe un nucleare pulitissimo?



Il nucleare pulito non esiste. Quello, di cui si parla, è ancora il nucleare di quarta generazione, che nel migliore dei casi sarebbe pronto fra trenta o quaranta anni e che è, comunque, un nucleare da fissione con tanto di inevitabili scorie. Le ricordo che nelle scorse settimane la Francia ha dovuto segnalare più di un guasto alle proprie centrali.



Una centrale sotto casa è, quindi, secondo lei sconsigliabile?



Un’altra stupidaggine, che viene detta, è che sarebbe uguale se una centrale sta sotto casa tua o a migliaia di chilometri di distanza. Non è vero. Lo dimostra con ogni evidenza Cernobyl. La zona intorno alla città è tuttora disabitata per centinaia di chilometri. Proporre in Italia la costruzione di centrali nucleari significa, quindi, anche scontrarsi con le comunità locali, che in nessuna parte d’Italia vorranno ospitare nel proprio territorio.



Pecoraro Scanio circolano molti nomi di papabili a salire sul colle del Quirinale. Ce n’è qualcuno che, più degli altri, pu vantare una sensibilità ecologica e ambientale?



Secondo me, dopo il discorso di Capodanno, in cui il Presidente Mattarella ha parlato di transizione ecologica e digitale, come uno grandissimi obiettivi degli anni a venire, mi sembra che sia lui il più sensibile alle tematiche ecologiche e ambientali.



La rielezione di Sergio Mattarella, secondo alcuni, sarebbe impossibile per ragioni costituzionali?



La Costituzione, come si è già visto, non impedisce una sua rielezione. Mattarella, secondo me, non è fuori dai giochi, anche perché nessuno dice una cosa elementare, ovvero che non esiste una candidatura a Presidente della Repubblica. E’ vero che Mattarella ha dichiarato la sua indisponibilità e che è giusto tenerne conto, ma Il Parlamento può eleggere qualsiasi Presidente. Starebbe, poi, eventualmente a lui rifiutare.



Escludendo Mattarella, la cui rielezione a me sembra francamente improbabile, mi faccia un altro nome, fra quelli che circolano con maggiore insistenza?



Fra i candidati che circolano, dal punto di vista ambientale, l’unico, di cui avuto una testimonianza di sensibilità, è Giuliano Amato. Sono stato ministro in un Governo da lui presieduto e mi sostenne senza esitazione in tutte le mie iniziative sia sull’ambiente, sia sull’agricoltura. Per me, Mattarella escluso, è Giuliano Amato il più attento alle tematiche ambientali e quello che, più di tutti gli altri, vorrei al Quirinale.



di Antonello Sette

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