Intervista Esclusiva SprayNews.it a Gianfranco Rotondi politico e giornalista

“Il problema del centrodestra non è il sindaco polacco, ma la sua inesistenza”




Onorevole Rotondi, che fine ha fatto la gioiosa macchina da guerra della destra italiana, che sino a qualche mese fa si sentiva padrona del mondo e auspicava, a ogni piè sospinto, le elezioni politiche che l’avrebbe catapultata al potere?


La destra italiana non esiste. Nel 1994 Berlusconi ha dato una nuova forma al pentapartito, alleandosi con la Lega e con gli eredi del Msi: un capolavoro! Sulla base di questa intuizione si è creato un blocco sociale e politico, predominante per quasi trent’anni. Quel blocco esiste ancora, radicalizzato nel “mood” di destra di Lega e Fratelli d’Italia, con zone di astensionismo al centro, che genera la debolezza di Forza Italia. Questa era la situazione, già prima di guerra e pandemia. Figuriamoci adesso…


Massimo Gramellini ha scritto che, se uno ha uno scheletro nell’armadio, o chiude l’armadio o butta lo scheletro. Come ha potuto Matteo Salvini riconvertirsi nel buon samaritano, facendo finta di niente?


Salvini è un giornalista e sta spesso sulla notizia del giorno. E’ una deformazione professionale. Capita anche a me. Non mi sentirei di criminalizzarlo perché dà risposte diverse in situazioni mutate.


Non crede che l’immagine di Matteo Salvini, che si vede sbattere in faccia una maglietta con l’effigie del suo amico Putin da parte del Sindaco di una cittadina di un Paese notoriamente sovranista, come la Polonia, assomigli alla pietra tombale di una destra che brancola nel buio e ha perso ogni identità?


Quella del sindaco polacco non è stata una trovata brillante. Se viene a trovarti un leader di un Paese amico, o lo ricevi diplomaticamente o ti rifiuti. Non sta in piedi che, invece, ti presti a una sceneggiata, palesemente rivolta a fini di politica interna italiana.


Ora che succede? Giorgia Meloni parla di rapporti tesi con Salvini. Forza Italia ha votato ieri a favore dello ius scholae, in contrapposizione a Fdi e Lega? Tutti mi sembra vadano “sanco meta, ma da un’altra parte”, come diceva il mitico Brancaleone dell’armata che portava il suo nome…


Al centrodestra manca un programma coeso. Non c’è solo il diverso giudizio sul Governo Draghi. Ci sono anche idee diverse sul Governo che verrà. Ma davvero pensano di presentarsi agli elettori con la foto di Bologna, senza neppure dire chi guida la coalizione o, massima delle concessioni, prestabilendo che a Palazzo Chigi andrà chi di loro prende più voti? Il Partito Democratico le primarie le organizza nel gazebo. Non nelle urne.


di Antonello Sette

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