Intervista Esclusiva SprayNews.it a Gianluigi Paragone leader di Italexit

“Ma quale esercito europeo ed Europa unita! La Ue non esiste”




Onorevole Paragone che effetto le fa leggere che nei sondaggi la sua Italexit ha scavalcato Italia Viva, nonostante di Matteo Renzi tutti parlino un giorno sì e l’altro pure?


E’ ovviamente una bella sorpresa, ma mi auguro sia solo l’inizio e di sorpassare, strada facendo, tanti altri partiti.


Giuseppe Conte è in prima linea nella battaglia contro l’aumento delle spere militari. Eppure da Presidente del Consiglio non era sempre stato, se non ricordo male, dello stesso avviso…


Giuseppe Conte sta cercando una poltrona stabile. Qualcuno gliela dia. Altrimenti rischia di diventare una macchietta della commedia degli equivoci.


Tutti dicono che l’Unione europea non è mai stata unita, come in questo momento. Secondo lei, è vero e, nel caso fosse vero, è un bene o un male?


L’Unione Europea non esiste e non è mai stata unita. E’ una tiritera che tirano fuori ogni volta che c’è un’emergenza. Non a caso era già stata utilizzata per la pandemia, ma è frase fatta senza senso, perché l’Unione Europea non esiste.


Di conseguenza, neppure l’esercito europeo avrebbe ragione di esistere?


Di esercito europeo non si è mai parlato. Se pensano di farlo, senza coinvolgere i cittadini nella discussione, altro non sarebbe che uno strumento di pressione militare nelle mani di un soggetto non democratico.


L’Italia sulla guerra sta facendo tutto quello che è giusto fare?


L’Italia tutti i pasticci, che poteva commettere, li sta commettendo.


Sia più esplicito. Ci faccia qualche esempio…


Un pasticcio è stato, ad esempio, quello di essere stata da subito disponibile all’invio delle armi e di non capire che per il gas dipendiamo al quaranta per cento da quello russo. Il premier Mario Draghi si è immediatamente accodato alla visione di Joe Biden, senza pensare che avremmo dovuto e potuto giocare una partita diplomatica diversa, da mediatore. Il mediatore non può essere una delle parti in campo.


In Rai sono tornate di moda le epurazioni. Da ultimo ne ha fatto le spese il docente della Luis ed esperto di geopolitica Alessandro Orsini, etichettato dal deputato del Pd Andrea Romano come uno dei pifferai di Vladimir Putin…


La Rai ha sempre avuto una logica di partito. A questa costante si aggiunge oggi il lassismo di un certo giornalismo, che abdica dalla ricerca della verità per diventare il megafono della propaganda di Palazzo. Così è stato per il Covid e così è ora per la guerra.


Esiste un mandante?


Non c’è un mandante specifico. Da sempre chi comanda canta.


di Antonello Sette

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