Intervista Esclusiva SprayNews.it ad Alfonso Pecoraro Scanio Presidente della Fondazione Univerde

“Per l’Onu l’umanità è a rischio estinzione. Far finta di niente è criminale”




Pecoraro Scanio, il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha annunciato la catastrofe ambientale. Sono schizzati verso l’alto, e sono ormai fuori controllo, la concentrazione di gas serra, l’innalzamento del livello del mare, il surriscaldamento e l’acidificazione degli oceani. Quello dell’Onu è un appello disperato. Ci sarà finalmente una reazione adeguata?


E’ criminale non ascoltare questo appello. Io oggi sono a Milano, dove la temperatura ha toccato, a metà maggio, i trentadue gradi. Nel Sudest asiatico si è oltrepassata la soglia dei cinquanta. Chi continua a proporre, anche strumentalizzando la tragedia della guerra, carbone e gas, condanna l’umanità all’estinzione. I drammi della pandemia e della guerra si riveleranno eventi minori, rispetto a quello che ci aspetta nei prossimi decenni, se non si dà subito lo stop all’uso dei fossili. Con buona pace dei personaggi pubblici, dei politici e, peggio ancora, degli affaristi che, con la scusa, prima della pandemia e poi della guerra, hanno spinto e spingono per il rinvio della transizione ecologica.


Di fronte al disperato appello dell’Onu, che cosa si dovrebbe fare, già da stasera?


Governo e Parlamento dovrebbero convocare una sessione urgente non solo per dare all’Onu una risposta immediata, ma soprattutto per chiedere la convocazione del G20, che deve assumersi la responsabilità di fronteggiare un’emergenza drammatica e di allontanare la prospettiva sempre più vicina dell’estinzione dell’umanità.


Come è possibile che si rimanga sordi, ciechi e muti di fronte a scenari apocalittici sempre più concreti e ravvicinati, evocati non da un’organizzazione ambientalista, ma dall’Organizzazione delle Nazioni Unite?


E’ come una schizofrenia contagiosa. Mi ricorda il film “Don’t Look Up” con Leonardo Di Caprio, dove una coppia di astronomi lancia l’allarme di un meteorite in rotta di collisione con la Terra, ma i politici, anziché preoccuparsi per la catastrofe incombente, pregustano lo sfruttamento degli specialissimi materiali extraterrestri.


di Antonello Sette

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