Intervista Esclusiva SprayNews.it al Sen Riccardo Nencini Presidente del Consiglio Nazionale del PSI

“L’ho detto anche al Ministro Bianchi. Il concorso del 2017 è un pasticcio da risolvere”

“La scuola ha bisogno di certezze. Non di concorsi pasticciati e di precari a vita”




Senatore Nencini, so che anche lei si sta occupando, a livello politico s’intende, del pasticciaccio del concorso per dirigenti scolastici del 2017. Le sembra possibile che un concorso nazionale sia diventato una lotteria paesana con trentotto sottocommissioni sparse per la penisola, autoproclamatesi granducati indipendenti e sovrani che quantomeno alla prova orale hanno combinato un disastro promuovendo chi tutti chi quasi nessuno?



Sono stato contattato da molti partecipanti a quel concorso. I contenziosi sono più di uno. Nel mirino sono finite sia la prova scritta che quella orale e anche il depennamento di alcuni vincitori, nonostante abbiano presentato un’adeguata documentazione giustificativa. Ho detto al Ministro della Pubblica Istruzione Patrizio Bianchi e ribadito in ogni occasione che questa situazione va affrontata al più presto. Va fatta chiarezza perché le modalità concorsuali devono essere sempre trasparenti e, soprattutto, perché si deve rispetto a chi si è impegnato in questi anni e ha ampiamente dimostrato che qualcosa non è andata nel verso giusto.



Che cosa può fare la politica per porre riparo a una ingiustizia così evidente?



Alcuni di loro hanno chiesto di essere reinseriti dopo una prova orale di riparazione o, ancora meglio, dopo un corso intensivo di formazione, seguito da una valutazione finale di idoneità. Credo che siano soluzioni possibili e auspicabili, considerando anche i pensionamenti e i sottodimensionamenti delle classi imposti dalla pandemia. C’è una necessità di presenze stabili nelle scuole perché, come sappiamo bene, le reggenze lasciano il tempo che trovano. Io credo che una risposta vada trovata. Il nodo non può essere eluso, ma va affrontato e risolto.



Non le sembra paradossale che chi aspirava a dirigere le scuole sia stato, in taluni casi, messo alla berlina come uno scolaretto alle prime armi?



Non ho visto gli atti, ma credo che la scuola abbia la necessità di avere al suo interno competenze. Competenze a tutti i livelli. Se chiediamo competenza a chi è chiamato a insegnare o a dirigere i distretti scolastici, altrettanta dobbiamo pretenderla da chi esamina i candidati.



C’è poi l’annosa questione dei precari, che si ripropone in prossimità di ogni inizio di anno scolastico…



Ho incontrato molti di loro. Ribadisco che per riaprire il primo settembre le scuole, in sicurezza e con i docenti in classe, sia necessario allargare la platea dei convocati. E’ stato fatto un passo in avanti importante perché le graduatorie provinciali scolastiche e il corso concorso daranno la possibilità a tanti precari di essere inseriti nella scuola ma, per quel che mi riguarda, credo che sarebbe opportuno allargare la platea degli aventi diritti anche alla seconda fascia delle graduatorie, prevedendo eventualmente anche per loro un corso concorso o un corso di formazione della durata di un anno con una valutazione finale. Va sanata una situazione. Non con una sanatoria, ma utilizzando strumenti efficaci. In fondo parliamo di chi ha insegnato almeno per un triennio nel corso di questi anni e faccio fatica a pensare che non abbia le giuste competenze. E poi…



E poi…



E poi, diciamocelo francamente, è anche colpa dello Stato se in questi anni non si sono svolti con regolarità concorsi ordinari. Bisogna, innanzi tutto risolvere il problema per il primo settembre. Le scuole vanno aperte in sicurezza, con un numero sufficiente di docenti, classi meno numerose e trasporti efficienti. Contemporaneamente, però, bisognerà creare le condizioni perché ci siano, d’ora in poi, concorsi ordinari annuali e abilitazioni che abbiano una loro organicità. In modo che chi sceglie di fare l’insegnante sappia dal principio il tipo di percorso che lo attenderà.



di Antonello Sette

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