Intervista La Repubblica a Giacomo Portas: “Salizzoni metta coraggio e dica che città ha in mente”

Se vuole davvero candidarsi non ascolti i grilli parlanti e tiri fuori un programma Troppo vecchio? Appendino ha meno di 40 anni e fa disastri


«Salizzoni ha tutto il diritto di volersi candidare. Però deve dire “io voglio fare il sindaco, questo è il mio progetto per la città, queste sono le mie idee di sviluppo». Mimmo Portas non è contrario alla candidatura a sindaco dell’ex chirurgo per il centrosinistra, ma pone una serie di paletti. Il candidato sindaco? Il nome più giusto è Grimaldi. Ne sono convinto. Una persona non solo competente, ma simpatica e inclusiva. L’ho detto anche a Salizzoni». Mimmo Portas, fondatore dei Moderati, ha appena finito di parlare con l’ex chirurgo, ora vicepresidente del Cons. L’ha convinta Salizzoni? «Non è questione di convincere. Ci siamo sentiti, l’ho conosciuto durante la campagna elettorale per le regionali. mi ha chiesto uno scambio di opinioni» Salizzoni è anche il suo candidato? «Mi sembra che inizino a essere troppi i candidati, tra ufficiali e ufficiosi, tra chi dice di volerlo fare e chi pensa di farlo. Calma. Bisognerebbe riportare un po di ordine. Salizzoni è una persona che stimo, però gli ho fatto presente che non ha bisogno di grilli parlanti» Intende Grimaldi? «Non solo lui, ne ha diversi...». E Salizzoni cosa le ha detto? «Credo che lo abbia capito. Salizzoni ha tutto il diritto di volersi candidare, ci mancherebbe. Anzi, dimostra di essere generoso nei confronti di Torino e dei torinesi. Però deve dire “io voglio fare il sindaco, questo è il mio progetto per la città, queste sono le mie idee di sviluppo di Torino per i prossimi dieci anni”. Allo stesso modo di come ha fatto Lo Russo». E invece? «Ha detto solo che è a disposizione, un sindaco deve buttare il cuore oltre l’ostacolo. Mi spiace ma gli ho spiegato che la prima percezione data è che sia solo il candidato di una parte e che parla solo a quella parte. È passato come il candidato adoperato da qualcuno dentro il Pd e fuori, messo lì per prendere tempo. Stiamo parlando di Salizzoni, non ha bisogno di nessuno che parli a nome suo». Cosa gli ha risposto? «Che avrebbe riflettuto su quello che gli ho detto. Mi ha spiegato anche che non è iscritto al Pd». Non gli ha chiesto altro? «Si, rassicurazioni sui 5 Stelle. Vuoi fare un accordo con loro? Lui mi ha detto di no, che i 5 Stelle su Torino hanno sprecato un’occasione». C’è chi sostiene che la prospettiva progettuale di Salizzoni non possa essere di dieci anni. È un problema? «Guardi, non mi interessano le questioni generazionali. Ci sono trentenni, come la sindaca Appendino, che sono delle brave persone, ma che hanno fatto dei disastri. Settantenni che invece hanno la testa sulle spalle, sanno decidere il meglio e fanno le scelte giuste». Avrebbe preferito il rettore Saracco? «L’ho incontrato, come ho incontrato tutti i candidati. Mi aveva convinto il suo progetto per Torino. Ma aveva un progetto. È quello che ho cercato di spiegare a Salizzoni». Grimaldi mette un po’ di veti, a partire dalla candidatura di Lo Russo. Cosa ne dice? «I veti in politica non si mettono. I veti li puoi mettere su qualcuno quando scegli la compagnia con cui andare in vacanza. Semmai hai diverse posizioni politiche, che è un’altra cosa. A Grimaldi non spetta il ruolo di dare le patenti di candidato». I Moderati quando tireranno fuori il loro candidato? «Non voglio fare questo gioco, si sono sparati troppi nomi nel mucchio. Il giorno che mi candiderò o che qualcuno dei nostri lo farà terremo una conferenza e presenteremo un progetto per la città». Si faranno le primarie? «Mi ha detto di non essere mai stato d’accordo sullo strumento, ma se dovrà partecipare...». La coalizione si sposta a sinistra? «Io dico che nel centrosinistra ci va un po’ di azzurro, cinicamente a noi va bene che la coalizione si sposti a sinistra, più è spostata più prendiamo voti. Ora però sono concentrato a pensare al miglior candidato sindaco. Una figura che realmente lo voglia fare, che dia un sogno nuovo a questa città, che pensi alla grande e in grande. Insomma, per una volta esageruma un toc». La candidatura di Damilano la preoccupa? «È da non sottovalutare. Anche se si traveste da civico pur essendo il candidato di Salvini, è una candidatura insidiosa». Fosse in tandem con Porchietto? «Sarebbe ancora peggio».

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