La fede inclusiva (il Papa da Fazio visto da Michele Lo Foco)


Amadeus è certamente il nuovo profeta nazionale, colui che ha consentito al paese la difficile transazione da località serena, mediterranea, calda e democraticamente impostata a luogo di confusione dei ruoli, di convergenze sessuali, di abbandono dei tabù e di glorificazione del diverso.

Mentre il Papa, non si sa consigliato da chi, ha scelto la strada, così ben descritta da Cirino Pomicino, di abbandonare l’esercizio della virtù per utilizzare gli slogan ed ha scelto per questo salto etico la trasmissione del più compromesso e bulimico presentatore, per l’appunto quello con la faccia da fratacchione, per usare la parola del Presidente De Luca, Amadeus sostenuto dal solito agente segreto, è riuscito, nel giro di poche serate, a trascinare nel girone infernale degli equivoci sia il pubblico, che non ha avuto alternative, che il povero Fuortes, che oltre a guadagnare un terzo del presentatore, in un anno, è stato costretto a rinnegare la propria dirittura morale, come direbbe Freud, per un po' di sicurezza, e a sposare la tesi mistica, suggellata da insigni professori, che con Amadeus l’Italia è inclusiva, fluida, liquida, una specie di minestrone che si beve ad occhi chiusi.

Siamo purtroppo rappresentati, come diceva Platone, se ricordo bene, da mediocre che temono solo di perdere le “comodity” per usare un termine attuale, e che non ragionano se non su un principio: se hai successo, soldi, potere, hai ragione.

E il Papa, l’unico faro che sembrava illuminare il confine tra il nero mare del degrado e le terre della consapevolezza, il Papa che si è erto contro gli abusi sessuali perpetrati un po' ovunque dai preti, il Papa buono, va da Fazio (contro il quale ho presentato un esposto alla Magistratura di cui non ho notizie) e cancella con un solo gesto tutta la sua autorevolezza consegnando il nostro paese nelle mani di Amadeus, il profeta, il simbolo di una nuova religione, la fede inclusiva.

In questa nuova vocazione non c’è posto per la musica, e Sanremo ne ha decretato la fine, e nemmeno per i saggi, per i colti, per la scienza.

Amadeus non ha invitato il premio Nobel, vera gloria misconosciuta del nostro paese, non ha invitato i pochi filosofi che abbiam, per farli conoscere, nessuna gloria della nostra medicina o architettura, no, ha invitato il generone, in modo da poter galleggiare sopra tutti, inchinandosi sempre ma comandando piegato, riutilizzando il solito esperto in cretinerie Fiorello, mostrando un impacciato Berettini che non c’entrava nulla, ripescando vecchi arnesi e lucidando nuove speranze, il tutto sotto l’occhio ammiccante della nostra straordinaria classe politica.


Di Michele Lo Foco.

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