Lorenzo Cesa: al centro destra con Berlusconi

Lorenzo Cesa non ha dubbi: il vero centro e’ quello collocato con Berlusconi nel centrodestra. Il segretario nazionale dell’UDC guarda con sereno distacco alle grandi manovre dei vari Toti, Renzi e Calenda. Ci aiuta a inquadrare cosa sta succedendo al centro? Da Toti a Calenda fino a Renzi c’è un gran movimento… Noi come Udc ci siamo tenuti fuori da questo circuito composto da vari centri e centrini. Noi abbiamo a livello parlamentare abbiamo un gruppo consiliare insieme a Forza Italia, siamo lì e non ci siamo mossi. Poi che nel nostro Paese ci sia bisogno di riorganizzare un centro più forte è nei fatti, ma dipende molto da lavoro che Berlusconi e noi faremo nei prossimi mesi. Un centro ha senso se legato da un comune di sentire, non ha senso mettere insieme pezzettini di centro per salvare qualche persona. L’Udc è quindi saldamente collocato nel centrodestra? Si, abbiamo dimostrato di essere una componente importante, esprimiamo consiglieri regionali e migliaia di consiglieri comunali. Questo è l’Udc. Cosa succederebbe se si votasse domani? Che il centrodestra vincerebbe sicuramente. C’è un clima nel Paese molto forte. Dall’altra parte invece vedo profonda divisione, sia nel Pd che nel M5s, il campo largo non esiste.

Come giudica l’atteggiamento del Movimento Cinque Stelle? Non mi sembra responsabile. Ma soprattutto non mi sembra abbia a che vedere nulla con la politica del Pd. Speso vedo prese di posizione ridicole: non ti puoi presentare con dieci argomenti a trattativa mentre stai governando con partiti che non hanno nulla a che vedere con te. Le misure per far fronte all’aumento dei prezzi e ai rincari dell’energia sono efficaci? Io mi auguro per l’interesse del Paese che il governo tenga e che Draghi possa continuare a lavorare. Il presidente del Consiglio non può essere sottoposto ad attacchi di parte, se ognuno si presenta con la lista della spesa diventa impossibile andare avanti. Il premier sta cercando di risolvere i problemi dei cittadini, a cominciare dall’introduzione di un tetto al prezzo dell’energia che io giudico sacrosanto. È fondamentale affrontare il problema a livello europeo. Questo poi è collegato con l’aumento generale dei prezzi dei beni di consumo. L’elezione di Lagalla a Palermo cosa rappresenta? Può essere un laboratorio? Un laboratorio e un metodo. Il lavoro fatto per far diventare Lagalla sindaco di Palermo va in Sicilia a livello regionale ma anche a livello nazionale. Bisogna ricostruire quell’unità che c’è sempre stata nel centrodestra, sulla base di un programma fatto di concretezza. Taglio del cuneo fiscale, attenzione alla famiglia, difesa della vita, dei lavoratori e delle fasce più deboli. Questi sono gli argomenti che tengono unita la coalizione. Lo dico da cittadino romano: non vedo nulla di buono. A partire dal decoro vedo che nulla è migliorato rispetto all’amministrazione precedente. Non vedo competenza né capacità amministrativa. E questo è preoccupante in vista delle risorse che arriveranno tra Pnrr e Giubileo.

Roma, 12 luglio 2022

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