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Luca Palamara: Politica e correnti, tutto cambia affinchè nulla cambi.

Intervento di Luca Palamara al Forum Monzani:


“Sicuramente sono fermamente convinto di un fatto, che in uno Stato democratico, i poteri dello Stato, debbano interloquire fra di loro. Tradizionalmente la corrente che maggiormente aveva rapporti con la politica, con una parte della politica, era la Magistratura Democratica, le altre correnti Unicost e Magistratura Indipendente sicuramente erano correnti più filo-governative. Gli anni dell’avvento del governo Renzi, non lasciano insensibile il mondo della magistratura, c’è uno scossone a sinistra che ha dei riflessi interni, il nuovo Partito Democratico evidentemente non vede più quelle correnti di sinistra come il loro naturale interlocutore, anche perché non dimentichiamo l’episodio molto importante, che è quello che accadde nel Gennaio 2008 in Italia, il governo di centro-sinistra cade a seguito di un indagine giudiziaria l’allora Ministro della Giustizia Mastella, va in Parlamento, il Parlamento intero, lo ricordo bene applaudì il suo discorso, fortemente critico nei confronti della giustizia, fu quel giorno stesso in cui io partecipando ad una trasmissione televisiva ricevetti gli insulti del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, questo era il clima.



Quando cambia anche il modo di intendere la sinistra, sicuramente anche all’interno della magistratura viene svolta una riflessione, quel rinnovamento che avviene nel mondo della politica ha dei riflessi interni, anche su questo non dimenticherei che esiste una spaccatura interna alla magistratura, in prossimità del referendum, un conigliere del Csm, appartenente a Magistratura Democratica, Pier Giorgio Morosini, rilascia un intervista ad una giornalista de Il Foglio, Annalisa Chirico, dicendone di tutti i colori a l’allora maggioranza di governo. Tutto questo per dire che il tasso di politicità interna alla magistratura, rispetto al quale io penso che oggi bisogna svolgere una serena e pacata riflessione e capire se, a distanza di 80 anni dell’entrata in vigore della costituzione, di 60 più o meno in cui il meccanismo interno è governato dalle correnti, questo sistema regga ancora oppure sia un sistema che debba essere messo in discussione. Però su questo, me lo lasci dire con franchezza, è chiaro che bisogna fare un distinguo perché sia internamente alla magistratura sia in politica, non c’è voglia e volontà di fare delle riforme che possano impattare in maniera sostanziale sul mondo della giustizia, ci si limita fondamentalmente a delle riforme di contorno.

Oggi, non solo io lo chiedo, ma anche un documento di circa 100 magistrati che chiedono un forte cambiamento interno. Se parliamo di come riformare il Csm, da uomo delle correnti a cui prima abbiamo fatto riferimento, c’è una sola riforma che temevo, che era quella del sorteggio interno alla magistratura, perché è l’unico meccanismo che in qualche modo può scardinare il sistema interno, sembra che tutto cambi affinché nulla cambi.”

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