Matilde Siracusano(FI): la vittoria delle baraccopoli e la lotta per il Ponte sullo Stretto

Buonasera Onorevole Siracusano, ormai il suo volto è tra i più noti della compagine di Forza Italia. Spesso è ospite da Quarta Repubblica, su temi e casi riguardanti il garantismo, si è battuta per più di un anno per l’abbattimento delle Baraccopoli di Messina, e infine il suo progetto politico per cui è scesa in campo più volte: LA COSTRUZIONE DEL PONTE SULLO STRETTO.



Ma andiamo per gradi… quando è nata questa sua passione e ha deciso di scendere in politica nel partito di Silvio Berlusconi?


Questa passione la nutro sin da piccola. Mio padre ha fatto politica, quindi si può dire che sono cresciuta a pane e politica. Dopo la laurea in Scienze Politiche ho fatto un master alla Luiss in Affari Politici Italiani, grazie al quale ho lavorato alla Camera presso i gruppi per 8 anni.

Così mi sono appassionata ulteriormente all’attività parlamentare. Sono sempre stata una militate di Forza Italia, forzista nel sangue, per tutti i temi che sono stati sposati dal Presidente Silvio Berlusconi, in primis quelli della Giustizia e del Garantismo. Condivido ovviamente anche i temi della politica fiscale, l’abbattimento della pressione burocratica e fiscale che sono sempre stati i punti cardine di Forza Italia, e per questo motivo continuo ad essere una militante convinta.

Lo smantellamento della Baraccopoli di Messina, un’opera straordinaria per cui migliaia di persone le sono infinitamente grate. Lei è sempre stata in prima linea e ha richiamato anche l’interesse del ministro Gelmini e del Ministro Carfagna sul caso. Ci racconta com’è andata?


La Baraccopoli di Messina è una vera e propria barbarie che vessava la mia città da quasi 100 anni, uno scempio a cui ormai non si poteva davvero più assistere. Diciamo che dal primo giorno della mia attività parlamentare sono stata un po' un’ossessione per tutti i miei colleghi rispetto a questo dramma: ho organizzato diverse iniziative, ho fatto numerosi interventi alla Camera, e normative legislative nell’ambito dei vari provvedimenti.

Ho organizzato una mostra fotografica, in cui si mostravano chiaramente le immagini di questo scempio e da lì c’è stato un grande interesse del Ministro Gelmini, all’epoca Capogruppo di Forza Italia che venne a Messina. La Gelmini rimase sconvolta! non si poteva davvero credere a come nel 2020 potesse esistere ancora una realtà simile in Italia.

Ho colto così l’occasione di presentare la proposta di legge speciale, ma alcuni gruppi fecero ostruzionismo, perchè l’allora Ministro del Sud (Provenzano ndr) non era favorevole all’approvazione di una norma che riteneva incostituzionale. Ma con il cambio di Governo e il subentro del Ministro per il Sud Mara Carfagna, che come primo atto ha presentato un emendamento al DL COVID che ha accorpato il testo della mia proposta di legge, stanziando ben 100 milioni di euro per il risanamento della Baraccopoli e conferendo poteri speciali al Prefetto di Messina.

L’iter ormai è avviato, e contiamo nel giro di 2/3 anni di avere 0 baracche a Messina. Non dimentichiamo che c’erano fino a poco fa 8000 messinesi, costretti a vivere nelle baracche in un totale di 85 rioni, anche nel pieno centro della città.

Cosa ne pensa del libro di Palamara e Sallusti? si arriverà finalmente ad una riforma della giustizia e ad un vero e proficuo cambiamento delle toghe che non sempre rispettano le regole?


Il libro di Palamara e Sallusti ha rivelato ciò che tutti sapevamo da molto tempo. Ha squarciato quel velo di ipocrisia che copriva un sistema. È stato molto importante per sensibilizzare l’opinione pubblica, che evidentemente non aveva le idee molto chiare sul sistema della magistratura e sulla commistione tra magistratura e politica, che ha causato molte inchieste e molti arresti ingiusti nel nostro Paese. È chiaro che è necessaria una riforma seria e profonda del sistema giudiziario e della Magistratura: attualmente all’esame della Commissione di Giustizia c’è la Riforma del CSM. Devo dire che rispetto all’obiettivo che noi del centrodestra ci siamo posti, a mio avviso, il risultato sarà inferiore: essendoci attualmente una maggioranza che ha visioni diametralmente opposte sulle giustizia, trovare un equilibrio spesso si traduce in un compromesso a ribasso. Con il Ministro Cartabia però per fortuna abbiamo cambiato totalmente direzione, abbiamo finalmente imboccato la strada della civiltà giuridica, cancellando tutti gli obrobri compiuti dal ministro Bonafede, ma la strada è ancora lunga.

Ben vengano i referendum, a cui spero che gli italiani a giugno risponderanno positivamente per risanare un sistema giudiziario che per ora ha fatto acqua da tutte le parti e causato non pochi danni nel nostro Paese.

Il suo nome era tra i più papabili per le nuove amministrative: nuovo sindaco di Messina. Come mai non ha accettato la sfida?


Diciamo che più non accettare la sfida ho fatto una valutazione complessiva assieme ai miei colleghi di Forza Italia: penso di aver lavorato bene in Parlamento per la mia città, avendo portato a casa risultati storici, come il risanamento della Baraccopoli. Lasciare per quest’ultimo anno la mia attività che ha portato con sé dei risultati non mi sembrava giusto, tra l’altro con l’ausilio di una compagine di Ministri di Forza Italia che è un grande sostegno ovviamente per le istante della città.

Tutto questo ovviamente non vieta la mia piena collaborazione con l’amministrazione comunale, infatti il nostro candidato sindaco, designato dal Centro Destra, ha voluto che io facessi parte della sua squadra. Perciò lavorerò fianco a fianco con il prossimo sindaco, sperando che sia il sindaco designato dal centrodestra, senza interrompere ovviamente la mia battaglia parlamentare, che fino ad ora penso abbia portato buoni risultati.

Ponte sullo Stretto: viene chiamata scherzosamente da alcuni colleghi “la donna del ponte”. Però effettivamente è tra i pochi che continua a lavorare senza sosta per iniziare la realizzazione di un collegamento importantissimo per la viabilità e tutta l’economia del Mezzogiorno. Pensa di riuscire a vincere questa battaglia?


Guardi questa battaglia si DEVE VINCERE INEVITABILMENTE. Non c’è una scelta alternativa a quella di realizzare un’opera che colleghi la Sicilia all’Europa, anche perchè è la stessa UE a volere il Ponte sullo Stretto, più dell’Italia. Non si può abbondare la Sicilia con un’economia isolata che è quella in cui versa in questo momento, tra l’altro abbiamo appena approvato una legge che modifica la Costituzione, indicando l’insularità come condizione particolare e svantaggiata. Pertanto questa modifica alla Costituzione è la soluzione della realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, che se non fosse stato per i pregiudizi ideologici della sinistra sarebbe già realizzato.

Il Ministro Giovannini purtroppo è molto “tiepido”, ora ha deciso di avviare un nuovo studio di fattibilità investendo 50 milioni di euro, quindi archiviando il progetto già esistente, per realizzare un nuovo studio su un un nuovo progetto. Questa notizia ovviamente non è stata ben accolta dai siciliani perchè c’è il sospetto che sia l’ulteriore rinvio di una decisione che non si vuole prendere, perchè c’è ancora una parte della politica italiana che osteggia quest’opera, condannando ancora la Sicilia all’isolamento.



Guerra contro la Russia: è pro o contro il rifornimento di armi all’Ucraina?


Guardi, io ho votato favorevolmente all’invio di armi all’Ucraina, perchè diciamoci la verità, non si può essere ipocriti, non ci si può girare dall’altra parte. È chiaro che tutti quanti vogliamo che il tavolo negoziale porti i suoi risultati e vorremmo la pace nell’immediato, ma intanto c’è un paese che ne ha aggredito un altro, e un altro paese che vuole difendersi.

Purtroppo o si entra in guerra e scoppia il terzo conflitto mondiale o voltarsi totalmente dall’altra parte facendo finta di nulla non è possibile. Un aiuto concreto a questa popolazione lo si deve fornire, o si pensa che si voglia far combattere questa gente con molotov costruite in casa dalle donne ucraine? È impensabile!

Purtroppo al momento l’invio di armi all’Ucraina è l’unico aiuto possibile per evitare il terzo conflitto mondiale insieme alle sanzioni, che naturalmente sono dolorose, perchè svantaggiano anche coloro che le impongono, in particolar modo l’Italia che non è autosufficiente dal punto di vista energetico delle materie prime e anche di tantissimi altri prodotti. Non si può accettare quello che sta accadendo e quindi questo era l’unico modo possibile di reagire.



Di Sofia Astrologo

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