MINENNA, '2020 ANNO MOVIMENTATO, HANNO PREVALSO FATTORI DEMAND-DRIVEN'



"Il 2020 è stato un anno movimentato per il prezzo del petrolio. Dopo le minacce di greggio a 100 dollari al barile durante la crisi geo-politica tra Iran e Stati Uniti di inizio gennaio, il prezzo ha sperimentato il secondo crollo più intenso della storia (-80%) nel marzo-aprile 2020, quando l'intersecarsi della crisi pandemica e della guerra commerciale russo-saudita lo ha fatto precipitare poco sopra i 10 dollari. Poi una irregolare ripresa fino ai 40dollari innescata dalla riapertura delle economie occidentali. Infine a novembre un timido rally fino a 50 dollari dopo le incoraggianti notizie sui vaccini; forse prematuro visto lo stallo a fronte dei timori sulla variante inglese del virus. Rispetto alle crisi petrolifere classiche che periodicamente affliggono il mercato, quella del 2020 ha una peculiarità forte. Si tratta di una crisi demand-driven, in cui i fattori della produzione/ distribuzione non hanno avuto un ruolo centrale". E' quanto si legge in un articolo pubblicato ieri sul 'Sole 24 Ore' dal Direttore Generale del'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Marcello MINENNA intitolato 'il petrolio e l'effetto del crollo della domanda 2020'. "Storicamente gli shock peggiori al mercato petrolifero - sottolinea - sono arrivati da restrizioni improvvise dell'offerta a seguito di eventi monetari o politici (come le crisi del 1973-1979) oppure dalla crescita sostenuta della produzione (nel 1986 e recentemente nel 2014 con lo shale oil). Nel 2020, è stata la domanda a dettare l'andamento del prezzo e con un certo ritardo, della produzione. A gennaio 2020 la domanda mondiale era stabilmente assestata sui valori massimi di 102 milioni di barili al giorno (bg). A marzo il progressivo blocco delle economie occidentali impone un calo del 20% dei consumi mondiali giornalieri, prevalentemente connesso al settore dei trasporti. Il nadir della domanda ad aprile dura poco e con le riaperture a maggio si concretizza un immediato rimbalzo dei consumi durante il periodo estivo, che non raggiunge completamente i livelli precedenti per via dello spostamento della crisi pandemica in altre aree geografiche (Brasile, India) in cui proseguono misure restrittive su larga scala. Il ritorno di fiamma dei contagi da coronavirus nelle economie occidentali e il nuovo ciclo di lockdown regionali, rileva MINENNA, "frenano il recupero della domanda. L'Eia (Energy Information Administration negli Usa) non prevede una crescita significativa dei consumi prima del terzo trimestre 2021. La riduzione della domanda rispetto al 2019 è di 8,8 milioni di bg; oltre il 60% sono attribuibili alla contrazione dei consumi dei Paesi occidentali. Insieme le economie Cina e India (3 miliardi di persone) hanno sperimentato un calo di 0,9 milioni di bg, meno del 10% del totale. L'offerta di petrolio ha seguito ob torto collo le fluttuazioni drastiche della domanda. A fronte del crollo verticale del prezzo a marzo per via del fallimento dei colloqui Opec e di una frattura grave tra Russia e Arabia Saudita, ad aprile il cartello petrolifero ha dovuto trovare un accordo". La produzione, osserva, "è calata di 10 milioni di bg fino a giugno 2020, per poi essere incrementata di 2 milioni di bg. A dicembre l'Opec ha accettato un incremento di produzione di 500mila bg, circa un milione di bg in meno rispetto alla proiezione prevista nel deal originale per via dell'outlook economico globale in peggioramento. Se Atene piange Sparta non ride. Anche la produzione di shale oil Usa ha subito un declino nel 2020 dal picco di 9,2 milioni di bg registrato a gennaio fino a 6,8 milioni in aprile". "Successivamente c'è stato un recupero fino a 7,9 milioni di bg, ma l'Eia stima che dicembre chiuderà con una produzione di 7,4 milioni di bg, un crollo secco del 20% in 11 mesi. Le prospettive per il 2021 sembrano compromesse dai forti tagli agli investimenti, depressi dai prezzi persistentemente sotto i 50 dollari e dal consolidamento dei bilanci per le imprese sopravvissute all'annus horribilis 2020. Il sentiero della ripresa economica globale per il 2021 si profila stretto", conclude MINENNA."

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