Quirinale, l’ex 5 Stelle Dessì: «Conte non è in grado di dare ordini a nessuno»



Emanuele Dessì, unico senatore del Partito Comunista, in un’intervista a Spraynews, boccia le ipotesi Draghi e Cartabia per il Quirinale, ma soprattutto lancia l’allarme all’interno dei 5 Stelle. Secondo l’ex pentastellato, Conte non è in grado, al momento, di tenere unito il Movimento.


Cosa ne pensa dei nomi in campo per la corsa al Colle. E’ favorevole a una candidatura dell’attuale premier?


«E’ possibile l’ipotesi Draghi, ma non lo voterò mai. Non l’ho fatto neanche come presidente del Consiglio, figuriamoci adesso. Non è tra le persone che amo in certi luoghi. Non solo condivido la sua politica di governo, ma il suo modo di vivere, di fare. E’ una persona priva di qualunque sensibilità sociale. Un ottimo banchiere. Tornasse in quel ruolo, nessuno lo rimpiangerà».


Che idea si è fatto, invece, rispetto alla discesa in campo di Silvio Berlusconi?


«All’inizio sembrava una boutade, adesso Berlusconi ci crede. Il suo vero problema sarà capire, però, se lo votano i suoi. Solo dopo può pensare di cercare altri voti. Sono certo che diversi esponenti sia di Forza Italia che dei suoi alleati si guarderanno bene da scrivere quel nome sulla scheda».


Il Cavaliere, però, conta molto sui voti degli ex 5 Stelle…


«Quelli che hanno fatto una scelta di destra, probabilmente sì. Ci sono alcuni ex 5 Stelle che si sono riposizionati in formazioni anche più piccole che gravitano nel mondo del centrodestra».


I suoi ex compagni di viaggio obbediranno agli ordini di Conte?


«Conte, al momento, non è in grado di dare ordini a nessuno. Non essendo riusciti come gruppo a determinare un sistema, un metodo per identificare prima una figura e poi dei nomi su cui discutere e lavorare insieme, ritengo che in tanti si sentiranno liberi di fare ciò che vogliono. Sono, comunque, diversi i leader di partito che in quest’elezione non potranno contare sul sostegno dei propri parlamentari, il Pd compreso. La maggioranza del Pd è stata costruita da Renzi. Letta non so fino a che punto avrà peso. I franchi tiratori degli ultimi mesi sui vari provvedimenti, la dicono lunga e sono più di una semplice lezione a riguardo».


E’ disposto come unico parlamentare del Partito Comunista a sedersi a un tavolo con le altre forze per trovare una cosiddetta soluzione dalle larghe intese?


«Se c’è un nome di spiccata fede costituzionale, serietà e moralità perché no. Queste prerogative sono indispensabili. Può anche essere iscritto a un partito, ma deve trattarsi di una persona che ha determinate caratteristiche. Non è illegale in Italia avere la tessera o militare in una forza politica».


Diverse anche le voci su profili più tecnici, come nel caso della ministra Cartabia…


«Dopo la riforma che ha fatto, che riapre alla prescrizione addirittura per casi gravissimi, non ritengo che abbia dimostrato grande capacità istituzionale e costituzionale».


Di Edoardo Sirignano

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