Sacconi: “1500 euro e contributi, ma nessuno vuole fare il cameriere”



Alessio Sacconi, titolare del nuovo relais “Sans Soucis”, complesso turistico situato sul lago di Vico, in un’intervista a Spraynews, parla del suo nuovo investimento, ma anche delle difficoltà avute, a causa del reddito di cittadinanza, nel reperire personale sia per il servizio a tavola che in camera.


Perché un imprenditore rinomato nel campo dell’edilizia sceglie di investire lontano dal mare?


“Abbiamo comprato un immobile sul lago e lo abbiamo ristrutturato. E’ un posto incantevole perché a dieci metri dall’acqua. Non tutti vogliono andare al mare e siamo sicuri che può esserci un turismo diverso, che certamente darà risultati col passare del tempo. Dopo la pandemia, sono cambiate le esigenze dei visitatori. La priorità è il pieno relax e noi ci siamo concentrati esclusivamente su questo. Ecco perché abbiamo costruito uno stabilimento balneare e una struttura diversa da quelle che siamo abituate a vedere tutti i giorni”.


Per chi vuole fare impresa oggi è più semplice rispetto a qualche anno fa?


“Fare impresa non è più semplice di prima. Le spese aumentano ed occorrono investimenti mirati. Non si può più sbagliare. Le difficoltà sono aumentate. Priorità, quindi, è diversificare. La mia famiglia si occupa principalmente di edilizia, ma abbiamo deciso di investire anche in allevamenti di cavalli, discoteche, ristoranti e resort. Non ci si può concentrare su un unico settore”.


La pandemia ha demotivato chi intende fare turismo?


“Il Covid ha rallentato chi vuole fare turismo. Adesso il periodo più difficile della pandemia è alle spalle e quindi bisogna avere il coraggio di ripartire e pensare a qualcosa di nuovo”.


Quali i principali ostacoli?


“Ho avuto non poche difficoltà a reperire personale, soprattutto per quanto riguarda servizio in camera e camerieri. Non si trovano persone disposte a lavorare. Il reddito di cittadinanza ha demotivato i giovani. Ho offerto contratti per mesi da 1500 euro, con contributi. Non sappiamo più davvero cosa fare”.


Cosa la spinge ad andare avanti?


“Credo molto nel posto e nella struttura, ma a livello istituzionale non abbiamo avuto alcun tipo di aiuto”.


Come le istituzioni possono supportare chi investe in un turismo diverso dalle mete più

conosciute?


“Bisogna pubblicizzare località speciali e troppo poco conosciute. Siamo a trenta-quaranta minuti da Roma. Magari si può pensare a pacchetti turistici diversificati, soprattutto nel periodo del gran caldo. Così si permette al visitatore dopo due o tre giorni di tour nella capitale di trascorrere una giornata diversa, immersa nel verde e basata appunto sulla riscoperta di tradizioni dimenticate e certamente da rivalutare”.


Di Edoardo Sirignano




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