Suppletive, Pizzolante: «Palamara può battere un centrodestra senza coraggio»


Sergio Pizzolante, politico e imprenditore italiano, in un’intervista a Spraynews, evidenzia come Palamara possa spuntarla nel collegio romano lasciato libero dai 5 Stelle, recuperando quell’anima della sinistra che non si riconosce nel giustizialismo.


Come ritiene stia procedendo la campagna elettorale di Palamara?


«Palamara è stato coraggioso nel momento in cui ha scritto il libro “Il Sistema”, svelando agli italiani come funzionano le correnti della magistratura e il Csm, ma lo è ancora di più in questa campagna elettorale, considerando che non ha cercato o voluto prima fare accordi con i partiti o le varie coalizioni».


E’ stata vincente, quindi, la scelta di correre senza partiti?


«E’ stato un gesto di grande coraggio, che dimostra determinazione. Nel quadro attuale mi sembra che stia avendo risposte dal basso significative. Alcuni partiti hanno perso un’occasione. Quelle forze politiche che si stanno oggi impegnando per i referendum, avevano il dovere di sostenere Palamara nella sua candidatura, tesa proprio a cambiare la giustizia. Spero, pertanto, che riesca a vincere sugli errori di chi non ha avuto coraggio, portando così in Parlamento il racconto che in tantissimi hanno letto e apprezzato».


Condivide la scelta di Forza Italia di schierarsi con Calzetta?


«Quando mi riferivo ai partiti che hanno commesso uno sbaglio, il mio pensiero era rivolto alla Lega, ma soprattutto a Forza Italia. La scelta di non sostenere Palamara nulla ha a che fare con la politica ed è figlia di altre logiche, più legate a gruppi e correnti interne al partito. E’ una sorta di clientelismo interno di bassissimo profilo e cortissima veduta. Forza Italia di un tempo ormai sempre più lontana avrebbe sicuramente sostenuto l’ex togato».


L’ex togato potrebbe recuperare l’elettorato grillino e perché no qualche antigiustizialista che non si riconosce nella politica dei dem degli ultimi anni?


«E’ vero che i grillini, sono confusi, ma stiamo parlando del partito dei Pm. Le correnti della magistratura, a un certo punto, non si sono più limitate a influenzare la politica, ma si sono fatte un soggetto politico proprio che è appunto il Movimento 5 Stelle. A meno che non ci siano pentastellati pentiti, ritengo, quindi, difficile che a queste latitudini possano arrivare sostegni per Palamara. Potrebbe esserci, invece, nell’area della sinistra non giustizialista e senza puzza sotto il naso un voto verso chi ci ha messo la faccia per cambiare un sistema. Me lo auguro con tutto il cuore».


I socialisti, ad esempio, potrebbero ritrovarsi in tale battaglia?


«E’ il candidato naturale da votare per quest’area. La sua vicenda è una svolta storica. Stiamo parlando del primo capo della magistratura, che dopo Tangentopoli, ha il coraggio di dire come funziona il potere dei Pm».


Palamara ritiene abbia possibilità di farcela?


«E’ possibile. Forza Italia non esiste più, l’elettorato leghista non ha un peso particolare nella capitale e il Pd non è nel suo momento di massimo splendore. E’ possibile, quindi, che i cittadini di quel collegio possano votare un outsider contro le solite pedine dei partiti».


Nel caso in cui dovesse entrare in Parlamento, l’ex togato dovrebbe iscriversi a un partito?


«A un certo punto dovrà farlo, sposando la causa di chi prende sul serio le sue denunce e il lavoro svolto negli anni. Palamara può tenere acceso in Parlamento il discorso sulla vera riforma della giustizia. Qualcuno dice che dopo le vicende giudiziarie che lo hanno riguardato non poteva fare altro. Tutto ciò, però, nella storia e in politica conta zero. Ciò che conta, invece, è la svolta, ovvero che chi non vedeva oggi ha la possibilità di osservare come funziona il predominio del potere dei Pm sulla democrazia italiana. Lo svelare il sistema, pertanto, deve essere giudicato come un qualcosa di positivo per quello che è oggi e non per ciò che era ieri».


Di Edoardo Sirignano

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