Tutti contro Trump



Quando tutto il mondo si schiera contro un solo individuo, per spirito di solidarietà, l’obbiettivo di cotanto disprezzo ci risulta simpatico e ci facciamo anche delle domande che sull’altare di una delle tante verità che possono essere definite tali, possiamo arrivare a difenderne la posizione. Il “ malefico “ Trump origine di tutti i mali e finanche del Coronavirus, magari l’avrà fatto mettere lui nel laboratorio cinese per far dare la colpa ai mandarini…l’ingranaggio quadrato in mezzo a quelli rotondi è stato finalmente sostituito da uno più che rotondo, oliato ben bene, dalla retorica dei giornalisti planetari, da poeti e economisti, sociologi e filosofi, politologhi d’esperienza e dell’ultima ora.

E’ stato detto e scritto da tutti che l’assalto a Capitol Hill, la profanazione del “ sacrario “ della democrazia, è stato fomentato e addirittura organizzato dal presidente uscente, non si dice che il profondo malessere che lacera da anni gli Usa si è sentito appoggiato e compreso dall’ingranaggio quadrato, dall’ingestibile immobiliarista con i capelli biondo rossicci, la violenza poi è solo l’effetto deflagrante di una America che era già divisa e che rimarrà tale fino a quando i sentimenti del razzismo, di una polizia troppo violenta, di una disparità sociale che diventa disparità di diritti davanti alla legge, basta guardare le condanne in percentuale della gente di colore nera e ispanica rispetto ai bianchi, non saranno affrontati con leggi e soprattutto con la diffusione di una cultura dei principi morali oltre che istituzionale e costituzionali che nessuno dei presidenti ha preso a cuore negli ultimi 40 anni.

Se l’economia americana che correva a mille non avesse subito, come il resto del mondo, l’arresto per colpa del virus, Trump sarebbe rimasto alla Casa Bianca, con gli indici di produzione e occupazione da record, la sua America first era stata ammaliata dalle promesse di campagna elettorale mantenute, cosa mai successa prima, l’immobiliarista prestato alla presidenza non ha fatto guerre anzi ha ridotto l’impegno sui teatri di tutto il mondo incitando gli alleati, Nato in testa, a fare anche da soli, a spendere nella difesa i miliardi che gli Usa non erano, perché ora con Biden la musica cambierà, più disposti a spendere per fare i gendarmi del mondo.

La new economy anche lei godrà di finanziamenti e della spesa militare che verrà riportata ai livelli che l’industria di settore pretende, non dimentichiamo che i profili dell’ex presidente sono stati rimossi e bloccata così la libertà di espressione, aziende private che non condividendo una idea la oscurano, nessuno grida allo scandalo perché si tratta di Trump, un giorno potrebbe essere chiunque altro e il precedente farà scuola, i retori che si stracciano le vesti sono gli stessi che gridano alla scandalo per gli atteggiamenti dispotici di Cina e Russia sulla libertà di informazione…

Si è arrivati, anche se da parte di un opinionista statunitense al quale in Italia diamo spazio in tante trasmissioni televisive e radiofoniche, anche perché negli Usa nessuno se lo fila, Alain Friedman, il quale in massimo disprezzo ha definito l’ex First Lady una escort…il dileggio anche quando è seguito da scuse è sempre dileggio, infamia e fango gratuito, come sempre quando il re è nella polvere i guitti e gli scriba dell’ultima ora infieriscono, ammantati di quel perbenismo benpensante, a nascondere l’antica invidia nei confronti di chi era un giorno qualcuno che nel bene e nel male sarà ricordato nei libri di storia, con la possibilità come spesso è avvenuto, di essere rivalutato, basta guardare in casa nostra , giornali e giornalisti che hanno per 20 demonizzato Berlusconi oggi ne parlano come di un democratico e illuminato statista.


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